Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Tangenti sul restauro di dimore storiche, cinque persone in manette

In carcere sono finiti l'ex soprintendente per i Beni Architettonici e per il Paesaggio del Piemonte Pernice, l'ex presidente della Giunta Regionale Enrietti, un funzionario regionale e due imprenditori

Cinque persone sono state arrestate su ordinanza del Gip per presunte tangenti sul restauro di dimore storiche. In carcere sono finiti l'ex soprintendente per i Beni Architettonici e per il Paesaggio del Piemonte, Francesco Pernice. In manette anche Ezio Enrietti, socialista e all'inizio degli anni Ottanta presidente della giunta regionale del Piemonte. Custodia cautelare in carcere anche per Giuliano Ricchiardi, funzionario regionale, e per gli imprenditori Francesco Paolo Della Rossa e Claudio Santese.

I reati contestati riguardano innanzitutto la turbativa di diverse gare d'appalto bandite dal Consorzio di valorizzazione La Venaria Reale o dalla Regione Piemonte, per quanto attiene gli anni 2011 e 2012. In particolare sono contestate le gare per il restauro della Chiesa di Sant'Uberto, per i lavori di sistemazione del terrazzo del Garove, per la realizzazione dei parcheggi nel compresso della Reggia di Venaria, per il restauro dei Giardini del Palazzo Reale di Torino e, infine, per la progettazione esecutiva della Certosa di Valcasotto. Il tutto per un importo che supera i dieci milioni di euro.

Alle persone finite in manette sono contestati anche i reati di truffa aggravato e falso in atto pubblico per induzione in errore del pubblico ufficiale ai danni della Regione Piemonte. Questo in relazione ad un subappalto per lavori di scavo nel cantiere della nuova sede della Regione.

Le indagini che hanno portato all'ordinanza del Gip sono cominciate nei primi mesi del 2011.

Un primo filone dell'indagine riguarda appalti di ristrutturazione di edifici di interesse storico e artistico appartenenti al complesso della Venaria Reale e coinvolge in prima persona il direttore del settore Conservazione Beni Architettonici e Impianti, Francesco Pernice. Dalle indagini si è sviluppato un secondo filone che ha avuto come oggetto alcuni appalti relativi alla ristrutturazione di immobili analoghi, ma banditi e gestiti dalla Direzione Patrimonio della Regione Piemonte. In questo caso sono state accertate collusioni tra un funzionario regionale ed alcuni esponenti di ditte private.

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