Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Piossasco / Via del Campetto, 33

Omicidio di Piossasco, architetto ucciso in casa durante una rapina: ci sono tre fermati

Nessun legame con la vittima

Le forze dell'ordine hanno eseguito, a fine settembre 2021, tre fermi per l'omicidio di Roberto Mottura, l'architetto di 49 anni ucciso a colpi di pistola la notte dello scorso 9 giugno 2021 nel corso di una rapina nella sua casa di via del Campetto 33 a Piossasco. Si tratta di tre balordi che nulla avevano a che fare con la vittima ed erano nell'appartamento col solo scopo di rubare. Mottura stava per compiere 50 anni ed era un grande appassionato di mountain-bike. Secondo suo padre, Attilio, in quella casa non c'era nulla di prezioso da rubare.

Gli arrestati sono tre albanesi. Emirjon Margjini, 29 anni, è di Torino pur non avendo una residenza stabile: è ritenuto il basista della banda ma anche colui che aveva materialmente la pistola addosso (da accertare però che sia stato lui a sparare anche se gli investigatori lo ritengono molto probabile). I suoi presunti complici, invece, abitavano in provincia di Caserta prima di finire in carcere. Si tratta di Mergim Lazri, 24 anni, domiciliato in frazione Sant’Andrea dei Laghi di Santa Maria Capua Vetere, e di Flaogert Syla, 26 anni, residente in Valle di Maddaloni. Uno degli ultimi due, secondo la ricostruzione delle forze dell'ordine, avrebbe fatto da palo rimanendo all'esterno della villa.

Marjini, che aveva anche a suo carico un decreto di espulsione di anni fa, è stato il primo a tradirsi, poco dopo l'assassinio: ha raccontato a un conoscente di dover cambiare urgentemente il telefono cellulare perché si era messo in un pasticcio. A quel punto, allo stesso modo, gli investigatori hanno seguito le sue conversazioni per arrivare ai suoi presunti complici. La pistola utilizzata per l'omicidio non è stata trovata.

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