'Ndrangheta, voto di scambio politico-mafioso: in manette l'assessore regionale Rosso

Operazione della guardia di finanza tra Torino e Carmagnola

Risveglio brusco stamattina per Roberto Rosso. L'assessore regionale ai Diritti civili è stato arrestato per scambio elettorale politico-mafioso. La guardia di finanza, fin dalle prime luci dell’alba di oggi, venerdì 20 dicembre, ha eseguito 8 ordinanze di custodia cautelare in carcere, nei confronti di soggetti legati alla ‘Ndrangheta radicati nel territorio di Carmagnola e operanti a Torino e tra i soggetti finiti in manette c'è anche l'assessore della Giunta Cirio.

In occasione delle elezioni politiche regionali dello scorso maggio, Rosso avrebbe stipulato un "patto di scambio" con le cosche calabresi - nelle persone di Onofrio Garcea e Francesco Viterbo -  consistente nel pagamento della somma di 15mila euro in cambio della promessa di un pacchetti di voti, avvalendosi della mediazione di Enza Colavito e Carlo De Bellis. Da qui poi il risultato positivo per il 59enne, capolista di Fratelli d'Italia nella circoscrizione torinese e la sua nomina ad assessore regionale. Dalle indagini è emersa la piena consapevolezza del politico e dei suoi intermediari circa la intraneità mafiosa dei loro interlocutori. Le indagini sono condotte dai pm Paolo Toso e Monica Abbatecola.

Tra le condotte illecite, anche reati fiscali per 16 milioni di euro. Nello specifico, tra gli arresti figura anche quello dell'imprenditore di Moncalieri, Mario Burlò, 46 anni, presidente di Oj Solution, un consorzio di imprese che opera nel settore del facility management. 

Le reazioni della politica

Queste le dichiarazioni del Governatore Alberto Cirio che, in seguito alle dimissioni di Rosso, assumerà le sue deleghe:

"Sono allibito per quanto accaduto. Una accusa di questo tipo è la peggiore per chi vuole rappresentare le istituzioni ed è totalmente incompatibile con il nostro modo di vedere la vita e l’impegno politico. Per questo ci auguriamo che Roberto Rosso possa dimostrare quanto prima la sua totale estraneità ai fatti e confidiamo pienamente nel lavoro della magistratura".

E ancora ha spiegato: "In queste ore Roberto Rosso mi ha fatto pervenire le proprie dimissioni che ho prontamente accettato, avendo già fatto predisporre la sua revoca non appena verificata la notizia appresa dalla stampa. Come governo regionale infatti, non possiamo accettare che esista alcuna ombra e più che mai su un tema come quello della lotta alla mafia e alla criminalità, che sono per noi un principio irrinunciabile e per il quale abbiamo voluto costituire per la prima volta in Piemonte una specifica Commissione permanente sulla Legalità. La mafia è il nemico, il male assoluto. E questo deve averlo ben chiaro chiunque voglia governare con me il Piemonte”.

Giorgia Meloni, leader nazionale di Fratelli d'Italia, ha già provveduto a estromettere Rosso dal partito: "Fino a quando la cosa non si sarà chiarita, Rosso è fuori da FdI. Ho il voltastomaco". 

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