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GPS sotto le auto, presa la banda che rubava ai rappresentanti di gioielli

I membri, cinque in totale, sono tutti torinesi e pregiudicati. Uno è finito in carcere, quattro ai domiciliari. Indagate altre due persone

Cinque misure cautelari, una in carcere e quattro ai domiciliari, sono state eseguite nei confronti di altrettanti banditi torinesi responsabili di furti ai danni di rappresentanti di gioielli.

I membri della banda, tutti pregiudicati, sono stati presi l’altra notte dai carabinieri e, nello specifico, si tratta di Donato Aliano, 61anni, Stefano Aliano, 63 anni (già condannato per mafia), Antonio De Feudis, 56 anni (l’unico condotto in carcere), Leonardo Notarbartolo, 64 anni (già autore della cosiddetta “rapina del secolo”, commessa nel 2003 presso la Diamond Centre di Bruxelles) e il figlio Marco, 38 anni. I primi tre sono di Torino, gli ultimi due di Giaveno.

Le indagini che hanno portato a incastrare la banda sono iniziate il 19 gennaio scorso, quando un rappresentante di gioielli proveniente da Pinerolo e diretto nel Monregalese si era fermato a Savigliano per pranzare in un ristorante. L’uomo, che aveva lasciato l’auto parcheggiata fuori dal locale, non si era tuttavia accorto di essere stato pedinato dai malviventi, i quali rubavano il veicolo e il suo prezioso carico, circa 10 kg di oro lavorato. La macchina veniva poi ritrovata qualche ora dopo a Cavallermaggiore, senza effrazioni e, ovviamente, spogliata del suo contenuto.

A quel punto, l’attenzione degli inquirenti si concentrava su un pregiudicato torinese proprietario di un’auto vista transitare nella zona del furto e, da lui - grazie a pedinamenti, osservazioni ed intercettazioni telefoniche - si riusciva a delineare un quadro più chiaro dei componenti del gruppo, tutti con un curriculum criminale di tutto rispetto.

Successivamente, un episodio analogo si verificava qualche tempo dopo a Sanremo ai danni di un altro rappresentante di preziosi, a cui veniva rubata l’auto con all’interno gioielli per oltre 300mila euro. Quindi, la banda si recava a Firenze per mettere a segno un ulteriore colpo agganciando un’altra vittima che, tuttavia, si accorgeva di essere pedinata e si recava dai carabinieri fiorentini. Questi ultimi scoprivano che i malfattori, per monitorare i movimenti delle vittime, installavano apparecchi GPS sotto le auto. 

Quando è scattato il blitz presso le abitazioni dei componenti della banda, i carabinieri hanno sequestrato alcuni dei gioielli rubati, documenti bancari, un gran numero di GPS e duplicati di chiavi di auto. Altri due fiancheggiatori del gruppo criminale sono invece indagati per gli stessi reati. 

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