Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Corruzione negli appalti pubblici, arresti all’Asl To1 e al San Luigi

Sei persone arrestate e tre ai domiciliari, per un totale di sedici indagati. Le indagini della Guardia di Finanza, durate due anni, hanno portato alla luce un articolato sistema di aggiudicazione fraudolenta di appalti pubblici

Associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti di corruzione, turbativa d’asta e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, di corruzione, di falso ideologico in atti pubblici, di frode nelle pubbliche forniture e di danneggiamento di sistemi informatici. Sono questi i reati contestati dal Gip del Tribunale di Torino che ha convalidato questa mattina sei misure di custodia cautelare in carcere.

Nella bufera delle indagini sono finiti il Direttore della struttura complessa TC dell’Asl To1 divenuto, poi, Direttore dell’Ufficio Tecnico dell’ospedale San Luigi di Orbassano, un collaboratore tecnico sempre dell’Asl To1, e quattro tra titolari, rappresentanti legali, commerciali di imprese partecipanti a gare di appalto bandite da enti pubblici. Oltre a questi arresti, sono stati messi agli arresti domiciliari altre tre persone: un collaboratore amministrativo dell’Asl To1, un componente di una commissione aggiudicatrice e il legale rappresentante di un’impresa partecipante a gare d’appalto.

Durante le indagini sono state eseguite 23 perquisizioni domiciliari e locali in abitazioni, aziende ed enti pubblici nelle province di Torino, Genova, Milano e Parma.

Grazie agli accertamenti svolti dal personale del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Torino è stato portato alla luce un articolato sistema di aggiudicazione fraudolenta di appalti pubblici. In gioco rientravano le amicizie e gli interessi reciproci tra imprenditori e dirigenti del settore sanitario locale. Le indagini hanno evidenziato l’esistenza di una intricata serie di rapporti tra gli indagati, in particolare - fa sapere la Procura - quelli raggiunti da misura di custodia cautelare in carcere, impegnati (secondo quanto si legge nelle imputazioni) ad alterare e turbare le gare a cui partecipavano.

Due gli anni di indagini svolte da oltre 80 finanzieri con pedinamenti, appostamenti e indagini tecniche che hanno consentito ai militari di individuare l’occulto sistema di gestione degli appalti pubblici “veicolati” verso società interessate, nocivo per la leale concorrenza.

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