Faccendiere con proprietà milionarie: in realtà era un usuraio

Prestava soldi pretendendo interessi anche del 37 mila percento. La segnalazione di una donna ha permesso di avviare l'attività investigativa che ha portato all'arresto di un uomo di Collegno

Un semplice faccendiere immobiliarista che però aveva intestati nove appartamenti, due box auto, due terreni e diverse partecipazioni societarie. Un patrimonio di beni cospicuo che ha insospettito più di ogni altra cosa gli investigatori. Pedinamenti e intercettazioni telefoniche hanno confermato i sospetti e sono scattati gli arresti domiciliari per un uomo residente a Collegno.

Le indagini sono partite dopo la denuncia fatta da una donna che aveva chiesto un prestito di 54mila euro al sospetto usuraio nel 2007. Da allora aveva versato al suo creditore oltre 337 mila euro, cioè con un interesse del 6.494%. "Abbiamo iniziato a pedinare il soggetto e ad intercettare le chiamate - ha spiegato il procuratore aggiunto Alberto Perduca, capo del pool antiriciclaggio della Procura -. Rapidamente abbiamo scoperto l'uomo aveva rapporti non solo con la donna che ce lo aveva segnalato, ma anche con altre 'sue vittime'".

Diverse le persone che hanno ricevuto prestiti dal soggetto fermato. Spesso non lo vedevano (e non lo vedono tuttora) come un usuraio, ma per molti è un benefattore perché apre il suo portafoglio quando le banche chiudono la porta in faccia. Poco importa se la restituzione deve avvenire con interessi altissimi e anche dietro minacce gravi. Come successo per B.N., altra vittima che nel 2011 aveva ricevuto 20mila euro in prestito e ha restituiti 112.500 euro.

Per il faccendiere per il momento c'è solo l'ipotesi di attività usuraia, toccherà al giudice sentenziare, anche se i dati raccolti dalla Polizia sembrano essere schiaccianti.

Insieme alla misura cautelare per essere un soggetto gravemente indiziato, è stato disposto anche il sequestro preventivo di beni per un totale di oltre due milioni di euro. Un valore sproporzionato - come è stato sottolineato dalle forze dell'ordine - rispetto ai redditi dichiarati da attività lecita, calcolata in 10-11 mila euro annui. Alcuni immobili sono stati posti sotto sequestro perché si ritengono provento dell'attività usuraia. L'uomo infatti, secondo quanto accertato, era solito farsi firmare una procura sulla vendita della casa, in modo tale che se non avesse ricevuto quanto prestato più gli interessi, si sarebbe rivalso direttamente sull'abitazione della "vittima" di turno.

L'uomo agiva da solo, non fa parte di attività criminale organizzata. Fino ad oggi non aveva precedenti penali.

Dai dati diramati dalla Procura di Torino sono sempre più le persone che denunciano gli usurai. Un fatto allo stesso tempo positivo e negativo. Se da un lato infatti tante vittime si riconoscono come tali, dall'altro lato della medaglia c'è la prova che il fenomeno degli usurai è in crescita. "Nell'usura e nelle estorsioni c'è bisogno che la vittima segnali e collabori con le forze dell'ordine, altrimenti non riesce ad uscirne".

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