Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca Centro / Via XX Settembre

Colpo da 300mila euro in via XX Settembre, arrestato un 26enne di Palermo

La rapina di febbraio ha ora i suoi due colpevoli: sono due ragazzi, uno di 17 anni - arrestato a maggio - e uno di 26 anni. Entrambi di Palermo sono stati smascherati dal dialetto e dai tabulati telefonici

Il rapinatore mascherato da postino

Arrestato anche il secondo rapinatore che nel febbraio scorso mise a segno una violenta rapina nella gioielleria "Trumaz" di via XX Settembre. Si tratta di una ragazzo di 26 anni palermitano, complice del diciassettenne finito dietro le sbarre a maggio quando venne incastrato da alcuni fotogrammi ripresi da una videocamera interna alla gioielleria e dall'accento "familiare" riconosciuto dal gioielliere. Il ventiseienne è stato identificato dopo molti mesi di indagini grazie soprattutto alla visione attenta dei tabulati telefonici del complice minorenne.

Palermitani entrambi, amici nella vita e complici nel colpo di via XX Settembre: i due rapinatori dovranno ora rispondere di rapina aggravata in concorso e ricettazione. Stando a quanto accertato con le indagini, i due sarebbero partiti appositamente dalla Sicilia per rapinare la gioielleria "Trumaz". Un sit in nella città della Mole durato poche ore, giusto il tempo di rubare la divisa e il motorino ad un postino di Moncalieri - utilizzata dal 26enne per fingersi dipendente della Poste - e mettere a segno il colpo da trecentomila euro.

Durante le ore trascorse a Torino, i due hanno utilizzato un solo cellulare con cui hanno mantenuto i rapporti con i rispettivi familiari. Una delle prove che fossero insieme è data dalla ripresa delle comunicazioni tra i cellulari di entrambi solo dopo il rientro a Palermo. La certezza che il complice fosse proprio il ventiseienne è stata data dalla prova del Dna fatta prelevando qualche ciocca di capelli ritrovata sul casco da postino abbandonato in strada dopo la rapina.

Quel 12 febbraio a rimetterci, non solo economicamente, fu il titolare della gioielleria. Durante una colluttazione con il finto postino riportò alcune ferite che gli costarono una prognosi superiore ai venti giorni.

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