Csea: per il fallimento arrestato l'ex amministratore Perone

E' stato arrestato e posto ai domiciliari dai carabinieri con l'accusa di bancarotta fraudolenta su ordine di custodia cautelare spiccato dal gip Alessandra Danieli

Solo qualche giorno fa cinquantasei ex lavoratori della Csea, l'agenzia di formazione fallita nell'aprile del 2012, si erano rivolti al Tribunale per chiedere un reintegro presso il Comune di Torino. Loro d'altronde sono "sempre stati dipendenti" comunali, dicono gli interessati.

Il fallimento della Csea però non sta avendo ripercussioni solo per i lavoratori. Questa mattina l'ex vicepresidente e amministratore delegato, Renato Perone, è stato arrestato e posto ai domiciliari con l'accusa di bancarotta fraudolenta. A presentarsi a casa di Perone sono stati carabinieri su ordine di custodia cautelare spiccato dal gip Alessandra Danieli.

Insieme all'ex amministratore delegato agì anche Piero Ruspini, un ex consigliere d'amministrazione. Quest'ultimo è stato sospeso dall'attività di commercialista con un'interdizione dai pubblici uffici.

Secondo quanto sostenuto dall'accusa, i due avrebbero sottratto circa un milione di euro dalle casse dell'ente comunale. La Csea fallì a causa di un buco di 22 milioni di euro. Nei mesi antecedenti al fallimento, mentre i lavoratori facevano scioperi e manifestazioni, i due avrebbero falsificato le scritture contabili per coprire il disavanzo e ingannare soci e dipendenti, intascando i soldi.

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