Lunedì, 25 Ottobre 2021
Cronaca

Terrorismo, preso autore del documento di propaganda all'Isis: abitava nel Torinese

Il testo di 64 pagine che illustra dettagliatamente l'attività dello Stato Islamico è stato redatto interamente in lingua italiana e diffuso per essere destinato nello specifico a un potenziale pubblico italiano

C'è anche l'autore di un testo in italiano di propaganda del Califfato, tra i tre arresti eseguiti stamane dalla procura di Brescia che ha smantellato una cellula italiana dell'Isis.

L'uomo, un 20enne cittadino italiano di origine marocchina e residente in provincia di Torino, sarebbe l'autore del documento di propaganda dell'Isis intitolato "Lo stato islamico, una realtà che ti vorrebbe comunicare", apparso recentemente sul web. Si tratta di un testo di 64 pagine redatto interamente in italiano e che illustra in modo dettagliato le attività del Califfato in Siria e Iraq, descrivendolo come uno Stato che offre protezione ai suoi cittadini ed è spietato con i nemici. Vi sono estratti delle riviste ufficiali dello Stato Islamico, foto di servizi offerti ai cittadini e informazioni che l'autore dice di aver raccolto comunicando con i Mujahidin stessi.

Secondo gli investigatori, l'importanza del documento, non risiede tanto nei contenuti - presenti ormai in moltissimi testi e video diffusi dallo Stato islamico su internet - quanto piuttosto nel fatto che sia stato ideato per essere destinato specificatamente a un potenziale pubblico italiano o di lingua italiana.

Secondo le prime indagini il documento sarebbe stato preparato dal ragazzo - attivissimo sul web - lo scorso novembre, anche se le forze dell'ordine ne hanno avuto notizia solo poche settimane fa, il 28 febbraio. Gli accertamenti hanno, inoltre, evidenziato che, una volta messo in rete dal ventenne, il documento ha fatto velocemente il giro del web, rilanciato da diversi utenti tramite Facebook e siti internet per consentirne la massima diffusione tra gli islamici che parlano la lingua italiana.

I tre arrestati nel bliz antiterrorismo, sarebbero stati in contatto, sia telefonico che tramite Facebook, con Anas El Abboubi, uno dei foreign fighters italiani al momento in Siria. In queste ore in provincia di Torino sono in corso due perquisizioni.

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