Cronaca Crocetta

Arriva la condanna e il boss sparisce nel nulla, ma viene rintracciato

Era in un appartamento insieme alla convivente. Deve scontare oltre tre anni. Nel suo passato reati di qualsiasi tipo

immagine di repertorio

Cesare Polifroni, 72 anni, l'esponente della 'ndrangheta ritenuto dagli investigatori amico di Giacomo Riina (zio di Totò), con a carico un numero impressionante di reati sulla fedina penale, è stato arrestato giovedì 13 luglio a Torino, nel quartiere San Secondo. Deve infatti scontare una pena residua di tre anni, nove mesi e quattro giorni di reclusione per i reati di estorsione, danneggiamento seguito da incendio, rapina. L'arresto è scattato su ordine della procura generale del capoluogo piemontese.

NASCOSTO CON LA CONVIVENTE

Polifroni è stato rintracciato dagli agenti del locale commissariato in un appartamento dove si trovava insieme alla convivente. Era già stato sottoposto in passato al regime degli arresti domiciliari e alla misura della libertà controllata. Dopo l'ordine di arresto, aveva fatto perdere le proprie tracce. Gli agenti non lo avevano trovato né nella sua residenza ne all'ultimo domicilio conosciuto.

CARRIERA CRIMINALE SPAVENTOSA

Tra i suoi precedenti ci sono i reati di truffa in concorso, produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti, porto abusivo di armi, associazione per delinquere di stampo mafioso, violenza carnale, alterazione e contraffazione di opere d’arte, lesioni personali, rapina, oltraggio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. La sua fedina penale conta 36 condanne per reati commessi tra il 1964 e il 1999. A febbraio 2016 per lui era arrivata anche una condanna in appello a quattro anni e quattro mesi per bancarotta fraudolenta. Nella sua carriera, infatti, era stato anche imprenditore edile. Lui ha sempre negato di appartenere alla 'ndrangheta, sostenendo di "conoscere soltanto delle persone".

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