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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca

Inchiesta sull'omicidio di Musy, arrestate quattro persone per estorsione

Contestualmente agli arresti sono stati eseguiti circa 20 decreti di perquisizione a carico, oltre che del Furchì, di soggetti vicini ai destinatari dell'arresto

Dalle indagini relative all'omicidio dell'ex consigliere comunale Alberto Musy, emergono nuovi retroscena, non collegabili direttamente all'omicidio, ma risultanti da alcuni approfondimenti operati dalla Questura di Torino in ordine alla vicenda.

In particolare si tratta di diversi episodi di estorsione, operati nel Torinese da parte di alcuni soggetti in stretti rapporti con Francesco Furchì, accusato dell'omicidio dell'ex consigliere, ed ora anche per estorsione.

Le indagini della Questura, ribattezzate "Scacco al re di Santena" hanno infatti portato all'arresto di ben quattro persone, in concorso per estorsione. Di queste quattro persone emerge, in particolare la figura di D'Alcalà Vincenzo, un personaggio di rilevante pericolosità che poneva in essere condotte di usura ed estorsione in particolare nel comune di Santena. Dalle indagini per l'agguato a Musy, sarebbe emerso che il Furchì, aveva collegamenti proprio con questo soggetto nell'ambito della vicenda di Arenaways, società di trasporti ferroviari fallita.

Furchì si sarebbe inserito nella vicenda chiedendo a Musy di intervenire per trovare degli investitori che potessero rilevare l'azienda quando era prossima al fallimento, intervento che lo stesso Musy non accettò. Proprio nell'ambito di questa vicenda si è poi inserito Vincenzo D'Alcalà, il quale avrebbe minacciato gravosamente un secondo imprenditore disposto a rilevare la società Arenaways.

In relazione a Vincenzo D'Alcalà, ribattezzato reuccio di Santena, la Questura si è esposta definendolo un personaggio di rilevata pericolosità: "Nell'ultimo anno abbiamo ricevuto moltissime segnalazioni anonime da parte di cittadini che ci segnalavano continui episodi di usura da parte di questo soggetto - ha affermato la Questura -. Questo è il momento che tali soggetti escano dall'anonimato e si rendano disponibili a collaborare".

Contestualmente agli arresti sono stati eseguiti circa 20 decreti di perquisizione a carico, oltre che del Furchì, di soggetti vicini ai destinatari dell'arresto o di soggetti che nell'ultimo periodo hanno avuto incontri con gli indagati, in particolare con lo stesso D'Alcalà.

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