Cronaca

Scandalo sanità: arrestata Caterina Ferrero

E' agli arresti domiciliari nella sua villa di Leinì. Caterina Ferrero, l'ex assessore alla sanità della Regione Piemonte era da settimane indagata nell'ambito di un'inchiesta su tangenti e corruzione

L' hanno arrestata alle prime luci di oggi, mercoledì 15 giugno. Caterina Ferrero, l'ex assessore alla sanità della Regione Piemonte, era da settimane indagata nell'ambito dell'inchiesta tangenti nella sanità, che ha già portato all'arresto di sette persone.

Niente carcere però per la Ferrero. E' agli arresti domiciliari a casa sua, una villa di Leinì. Caterina Ferrero aveva rimesso le deleghe al presidente della regione Cota il giorno stesso in cui scoppiò lo scandalo. La Guardia di Finanza le ha notificato un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del capoluogo piemontese per l'ipotesi di reato di turbativa d'asta, reato per il quale era già stata iscritta nei giorni scorsi nel registro degli indagati per una gara relativa alla fornitura di pannoloni.

L'inchiesta ruota attorno a Piero Gambarino, un imprenditore edile che all'improvviso, dopo l'insediamento di Caterina Ferrero, senza avere mai lavorato per la Regione e senza avere competenze specifiche in tema di sanità, ne diventa l'"alter ego". "Sembra che l'assessore sia lui", si dice in una conversazione intercettata dagli inquirenti. L'inchiesta si è sviluppata lungo vari filoni, ultimo dei quali quello relativo all'apertura di un reparto di emodinamica dell'ospedale di Chivasso.

Ferrero è stata iscritta nel registro degli indagati, oltre che per turbativa d'asta, anche per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, un reato inserito nel Codice penale nell'agosto del 2010 e del quale questa è una delle prime applicazioni. Le vicende contestate all'assessore nella prima fase dell' inchiesta sono l'appalto dei pannoloni bloccato - secondo l' accusa con motivazioni pretestuose - per favorire Federfarma e un concorso per una consulenza costruito su misura per un concorrente. L'ipotesi di reato di abuso d'ufficio iè relativa all'apertura di un centro di emodinamica a Chivasso, stabilito "nonostante il piano regionale non lo preveda e per soddisfare le aspettative della zona di Ivrea e Chivasso", dicono oggi gli inquirenti.

L'assessore Ferrero è stata arrestata, affermano infatti in tarda mattinata il procuratore Gian Carlo Caselli e il pm aggiunto Andrea Beconi, perché esisteva il rischio di ripetizione di reato: dalla sua condotta, gli inquirenti hanno tratto la convinzione che lei si muoveva per interessi politici e non per la pubblica amministrazione. Dopo aver rimesso le deleghe ha infatti conservato la carica di assessore regionale e "ha mantenuto - ha sottolineato il pm Beconi - un ruolo importante di possibile influenza sulle decisioni amministrative". La misura degli arresti domiciliari è stata ritenuta sufficiente a garantire l'assenza di contatti fra Ferrero e altre persone.

Al termine di una convulsa giornata arrivano, a segnare una vera svolta in questa inchiesta, le dimissioni dell'assessore. Roberto Cota, il presidente della Regione, ha accettato le dimissioni.

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