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Reale Mutua, svelato al pubblico l’archivio storico

Gli spazi dedicati comprendono 6 locali, destinati a ufficio, sala consultazione e deposito archivi, per una superficie totale di circa 190 mq

L’Archivio Storico Reale Mutua, recentemente riordinato e inventariato, apre le proprie porte a un ampio pubblico di studiosi, ricercatori e semplici visitatori, nella sua nuova collocazione in un prestigioso edificio attiguo alla sede della Compagnia subalpina.

La raccolta documentaria, che si propone di conservare e tramandare la ultracentenaria storia di Reale Mutua, testimoniata da documenti antichi e libri mastri e contabili fin dai primi anni di attività della Società, consta di 167 metri lineari con oltre 10.000 unità archivistiche, databili tra il 1827 e il 2012. Più di 1.500 registri, 7.000 tra disegni e planimetrie e centinaia di fotografie raccontano il lungo passato della Compagnia, fondata a Torino il 31 dicembre 1828.

Gli spazi dedicati comprendono 6 locali, destinati a ufficio, sala consultazione e deposito archivi, per una superficie totale di circa 190 mq. Gli ambienti adibiti ad archivio sono stati predisposti in conformità delle più moderne tecniche di sicurezza e conservazione, tra cui un impianto di spegnimento automatico di ultima generazione che, in caso di incendio, garantisce la miglior protezione del materiale cartaceo custodito.

“Il riordino dell’Archivio Storico rientra nell’ambito di un più ampio progetto integrato di conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale della nostra Società, di cui fanno parte anche il Museo Storico Reale Mutua, inaugurato nella sua attuale veste nel 2014, e il seicentesco Palazzo Biandrate Aldobrandino di San Giorgio –  ha dichiarato Luca Filippone, Direttore Generale di Reale Mutua –. Siamo pertanto orgogliosi di condividere con la collettività anche questo nostro bene culturale, che ci auguriamo divenga un luogo di utilità sociale per il pubblico oltre che per l’impresa stessa, a testimonianza di un’Italia operosa, in costante trasformazione nelle abitudini, nelle mode e nei bisogni”. 
 

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