Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Revisione della rete ospedaliera piemontese, il Ministero dice sì

La riqualificazione sanitaria siglata Chiamparino-Saitta ha trovato l'approvazione del Ministero. Tanti, secondo i consiglieri di opposizione, i punti da chiarire, soprattutto sulle questioni più delicate

Sì al piano di riqualificazione sanitaria siglato Chiamparino-Saitta. A Roma, i tagli ed i declassamenti previsti dalla nuova riorganizzazione piacciono parecchio e così, dopo il parere favorevole della Giunta regionale, Saitta incassa un altro sì, quello del Ministero.

Dall'opposizione chiedono di rivedere il provvedimento perchè ancora troppi restano i nodi irrisolti ed i punti non troppo chiari, come ad esempio quelli relativi all'ospedale Martini, il cui futuro verrà deciso entro la fine del 2015, così come quello dei presidi di Mondovì e Casale Monferrato. Altro punto, il mancato passaggio in Consiglio regionale. Sì perchè a quanto pare il progetto di riqualificazione non sarebbe stato sottoposto al consiglio, ma sarebbe andato direttamente in giunta.

Alcune novità della nuova riorganizzazione sanitaria sarebbero, secondo il Movimento cinque stelle, addirittura "inquietanti" e la revisione ospedaliera attuata da Chiamparino addirittura peggiore rispetto a quella di Cota, come scrive sulla sua pagina Facebook il consigliere grillino Davide Bono.

Ma andiamo con ordine. Incerto il futuro dell'ospedale Martini - per ora Dea di primo livello - che secondo le indiscrezioni potrebbe essere declassato, ma sul punto l'assessore Saitta si riserva di prendere una decisione entro la fine del 2015. Ennesima sorte anche per i presidi di Casale Monferrato e Mondovì. Declassamento certo, invece, per l'ospedale San Luigi di Orbassano, che, pur mantenendo alcune specialità come la chirurgia toracica, dovrà cedere il passo all'ospedale Mauriziano. In questo senso l'ospedale di corso Unione Sovietica acquisirà il titolo di Dea di secondo livello, mentre il San Luigi di primo livello.

Dopo le varie manifestazioni avvenute negli scorsi mesi per il passaggio dell'ospedale Gradenigo a presidio privato, la Giunta regionale ha garantito loro la sopravvivenza del pronto soccorso, punto cardine dell'ospedale di corso Regina Margherita. Rimandate a riflessioni più approfondite le decisioni relative agli ospedali di Lanzo, Venaria Reale, Giaveno e Nizza Monferrato. Sorte drammatica, invece, per i punti nascita di Susa, Carmagnola, Tortona ed Acqui Terme che dovranno chiudere i battenti. Abolite le emodinamiche a Moncalieri, Vercelli, Alba.

La riforma della rete ospedaliera dovrebbe consentire al governo Chiamparino di risparmiare circa 400 milioni di euro in 3 anni.

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