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Gradenigo, passa la legge regionale: grillini in piedi sui tavoli

Il disegno di legge approvato individua per il presidio sanitario un percorso all'interno della rete ospedaliera strettamente collegato all'Asl To2

Non poteva che finire così, con l'approvazione della nuova legge regionale, la situazione Gradenigo, anche se ieri in Consiglio regionale, non sono mancati i prevedibili momenti di tensione. A cercare di bloccare la seduta, ci ha pensato, infatti, il Movimento Cinque Stelle, che ha esposto cartelli con la scritta "Non svendete la sanità ai privati". Un trambusto che è finito addirittura con l'espulsione del grillino Mauro Campo, salito con tutta foga coi piedi sul banco: un gesto insolito, forse mai accaduto durante una seduta del Consiglio regionale, segno che gli animi, sulla questione Gradenigo continuano a essere caldi.

Il Movimento Cinque Stelle si è, infatti, astenuto dalla votazione: "La questione è molto semplice - ha dichiarato in aula il consigliere pentastellato Giorgio Bertola -. Non intendiamo in alcun modo fare i passacarte di un colosso della sanità privata per cui riteniamo che questa legge rappresenti un grave precedente. Lasceremo che i colleghi che vogliono votare questo provvedimento lo votino sapendo che si stanno prendendo una grave responsabilità perché la questione non finirà qui, noi non parteciperemo al voto”. 

Eppure, il disegno di legge che individua per il presidio sanitario un percorso all'interno della rete ospedaliera strettamente collegato all'Asl To2, è stato approvato e si pone come obiettivo unico quello di conservare la sua autonomia giuridico amministrativa. "Il Gradenigo sarà un ospedale pubblico - ha detto l'assessore alla Sanità Antonio Saitta - e la Regione Piemonte potrà e dovrà vigilare affinchè la proprietà rispetti le regole che abbiamo dato". Del resto, come ribadisce l'assessore, il Gradenigo è già un'ospedale privato e il suo budget figura all'interno dei budget privati.

Intanto dalle Usb si dicono soddisfatti: il disegno di legge approvato ieri, di fatto, ottempererebbe a tutte le richieste che medici, infermieri e personale sanitario hanno avanzato in un anno di trattative. Il nuovo regolamento permetterà quindi a Humanitas di entrare nella proprietà del Gradenigo, cosa che non avrebbe potuto fare prima, alla luce di una legge regionale che vietava, appunto, a un ente profit di gestire un presidio sanitario pubblico come l'ospedale di corso Regina Margherita. 

Quanto a Humanitas, dopo l'approvazione del provvedimento, si è detta soddisfatta e pronta a potenziare i servizi dell'ospedale, investendo in competenze e tecnologie, a partire dall'area dell'emergenza, che rappresenza di fatto un servizio pubblico di fondamentale importanza. Già alla luce della scadenza dell'accordo di vendita con le Suore della Congregazione delle Figlie della Carità - lo scorso 30 giugno - la società aveva espresso il desiderio di prorogare comunque l'accordo fino a che non fosse stata approvata la legge regionale.

Di fatto, l'introduzione di questa legge regionale, permetterà in futuro a qualsiasi ente profit di gestire un presidio sanitario pubblico, precedente che potrebbe generare situazioni giuridiche forse compromettenti.

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