Cronaca Centro / Via Montebello

Negozi aperti di notte: i commercianti torinesi sull’orlo del baratro

La possibilità di tenere aperti i negozi durante la notte sembra essere una minaccia per i piccoli esercizi. "Con che soldi pagheremo un commesso in più?" è la domanda che infatti si fanno molti negozianti

Mettono scompiglio tra i negozianti torinesi le novità previste dall’articolo 31 della manovra Monti. Il permesso, previsto dalla manovra, di aprire gli esercizi commerciali in orari notturni, incontra l’alt della categoria, che vede tale cambiamento come una nuova minaccia in una situazione già precaria. Biasimo unanime anche dalla politica, che da Cota a Fassino lo condanna come insensato e dannoso per l’economia locale.

Le motivazioni dei commercianti sono inequivocabili: “Dopo tutto quel che è stato fatto contro di noi – sostiene Graziella Pilomb, proprietaria con il marito del negozio “Gliffer” di via Montebello – ora credono di salvare le nostre entrate con questa manovra. Ma se mancano i soldi i clienti non possono comprare, e i negozianti non possono permettersi di pagare altri commessi che lavorino di notte, a maggior ragione perché se non si vende di giorno, di notte non può che andare peggio. Il risultato sarà che qualcuno troverà il modo di tenere aperto di notte, condannando tutti gli altri, e in molti saranno costretti a chiudere. Una manovra - conclude - che dovrebbe aiutarci sarà invece la nostra rovina”.

Ma allora chi ci guadagna dall’articolo 31? “Chi ha le spalle abbastanza larghe da potersi permettere dei commessi in più, primi tra tutti i centri commerciali. La gente saprà che ipermercati e grandi magazzini saranno sempre aperti, e non avranno più ragioni per andare nei negozi. Per noi è già duro tirare avanti così, e dobbiamo fare fronte ad altri seri problemi, come i vari rincari e la viabilità del centro. A volte dei clienti mi dicono di essersi fatti accompagnare perché in questa zona  è impossibile trovare parcheggio, altri prendono apposta l’autobus. Chissà quanti altri vedono la mia vetrina e passano oltre perché non sanno dove lasciare la macchina”.

Un altro tema scottante, in particolare nella nostra città, è quello della sicurezza notturna. Il problema è stato toccato qualche giorno fa dall’assessore Giuliana Tedesco, che ha messo l’accento sui pericoli derivanti dall’apertura serale dei negozi. Sulla stessa scia prosegue la negoziante Graziella Pilomb. “È inimmaginabile che una donna come me, alle porte della pensione, possa gestire un negozio di sera. Già ora quando sono da sola chiudo un po’ prima, per paura di incontrare malviventi. Una donna nella mia situazione, magari non sposata, dovrebbe aggiungere ai vari costi anche quello di una guardia, il che ovviamente è impossibile”.

La situazione, nelle parole di Pilomb, è destinata a peggiorare inesorabilmente: “Mia figlia e mio genero lavorano nello stesso settore, e ho paura per il loro futuro. Non posso neanche pensare di lasciar loro il mio negozio, perché siamo destinati a fallire, così come molti altri. Nel mercato di via Santa Giulia vedo ultimamente dei banchi che vendono utensili per la casa, che probabilmente hanno comprato in stock da un negozio che ha chiuso. Probabilmente succederà lo stesso a me e mio marito. È inevitabile, quando il costo della vita aumenta e la concorrenza si fa sempre più spietata. Noi vendiamo oggetti di qualità, non possiamo competere con chi vende prodotti di peggior fattura, a volte anche pericolosi o tossici, ma ad un prezzo più basso: in tempo di crisi la gente fa attenzione unicamente al portafoglio”.

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