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Nosiglia apre la Porta Santa del Cottolengo: "Insieme per superare difficoltà"

L'arcivescovo ha voluto collegare la liturgia dell'apertura con un momento di festa e scambio di auguri cui sono stati invitati alcuni dei rappresentanti delle istituzioni cittadine e regionali e persone in stato di difficoltà

E' stata aperta ieri alle 12,30 dall'arcivescovo Cesare Nosiglia la seconda Porta Santa in diocesi di Torino: è quella che dà accesso, dal cortile, alla chiesa grande del Cottolengo. L'arcivescovo ha voluto collegare la liturgia dell'apertura con un momento di festa e scambio di auguri cui sono stati invitati alcuni dei rappresentanti delle istituzioni cittadine e regionali e persone in stato di difficoltà, tra quelli che abitualmente vengono accolti nei servizi del Cottolengo, della Caritas e delle altre organizzazioni di aiuto di ispirazioni cristiana.

"Passare la Porta Santa vuole esprimere il nostro impegno di passare da una vita chiusa nei nostri interessi e tornaconti personali alla gratuità di saperci mettere a servizio e a disposizione degli altri, domando misericordia, perdono, accoglienza, fraternità, amicizia - ha detto Cesare Nosiglia -. A ciascuno di noi tocca dunque scegliere quale sarà la nostra sorte futura; e lo possiamo fare ogni giorno, perché ogni giorno ci capita di incontrare persone che hanno bisogno di noi, magari anche di beni spirituali e non materiali, di consigli, di amicizia, di perdono, di benevolenza e di pace. Apriamo le strutture delle nostre parrocchie e comunità religiose, ma anche di famiglie che sono in condizione di farlo, all’accoglienza notturna a chi vive per la strada o non ha una casa; offriamo la disponibilità della nostra casa a chi rifugiato vive il dramma di aver dovuto fuggire dal proprio Paese per ragioni politiche o di violenza o di gravissima povertà. Lavoriamo insieme e con spirito aperto all’incontro per superare i problemi di relazione e di inclusione sociale con tanti cittadini e perso-ne che fanno parte della città invisibile che vive condizioni e fatiche esistenziali assai gravi".

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