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Immagine di repertorio

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Impiantata una endoprotesi stampata in 3D, la tecnologia entra in sala operatoria

All'ospedale Mauriziano di Torino. L'intervento è stato effettuato senza ricorrere all'apertura del torace, alla circolazione extra-corporea ed all'ipotermia profonda

Salvato un paziente di 79 anni, affetto da un grave aneurisma dell'arco dell'aorta, dopo un’operazione in cui gli è stata impiantata una nuovissima endoprotesi costruita su modello di arco aortico stampato in 3D.

L’innovazione ha consentito di poter eseguire l’eccezionale intervento senza ricorrere all'apertura del torace, alla circolazione extra-corporea ed all'ipotermia profonda.

Un'équipe multidisciplinare dell’ospedale Mauriziano di Torino ha portato a termine l’operazione utilizzando una nuova endoprotesi, prodotta dall'azienda Bolton di Barcellona, costruita dopo complesse misurazioni sul paziente. 

La patologia che presentava l’uomo avrebbe richiesto un complesso intervento tradizionale con apertura del torace, impianto della circolazione extracorporea, raffreddamento a 16 gradi ed arresto della circolazione per 30-40 minuti per consentire il reimpianto delle arterie che portano sangue al cervello dopo avere sostituito il tratto di aorta malato. 

Grazie a questa protesi su misura e di nuovissima concezione, inserita in modo non invasivo, è stato invece possibile impiantare una prima protesi endovascolare nel tratto dell'aorta dilatato a livello dell’arco ed in rapida sequenza, dal collo, delle protesi endovascolari di calibro più piccolo che sono state inserite in apposite fessure sulla prima protesi.

Con questa tecnica innovativa è stato quindi possibile sostituire con successo e con una invasività molto ridotta una patologia estremamente complessa e delicata in un tratto dell'aorta che fino a ieri sembrava impossibile poter trattare diversamente.

All’interno della moderna “sala ibrida” (una sala operatoria attrezzata con le più avanzate tecnologie radiologiche) del blocco operatorio cardio-vascolare, per la prima volta una équipe multidisciplinare ha eseguito l’impianto di questo dispositivo. L’intervento è tecnicamente riuscito. 

Il paziente è stato svegliato poche ore dopo e trasferito in un reparto di degenza ordinaria già in prima giornata post-operatoria, potendo riprendere rapidamente tutte le normali attività.
 

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