Cronaca

Saitta contro il sindaco metropolitano: "Con me 250 sindaci"

Il presidente della Provincia di Torino e dell'Upi: "Farò un dossier da inviare al Governo, al Parlamento e alla Commissione Affari Istituzionali, perché sappiano ciò che le comunità locali pensano"

Sindaco metropolitano? No, grazie. Contro la proposta del Governo sul ridisegno della pubblica amministrazione si sono espressi 254 sindaci della Provincia di Torino (su 314), e altri stanno ancora facendo pervenire la loro posizione. Il tutto in risposta ad una lettera che Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino e dell'Upi, ha scritto a 312 dei 314 sindaci (tranne Fassino e i due primi cittadini dei Comuni commissariati): Saitta sta ricevendo moltissime risposte di sostegno da parte dei sindaci, ed ha annunciato che la sua battaglia sarà estesa dall'Upi a tutta l'Italia.

"La città metropolitana per la quale come Province avevamo lavorato ai tempi della proposta Monti - spiega Saitta - doveva nascere con la concertazione di tutti i sindaci. L'attuale governo, con il ministro Delrio, ha cambiato opinione, creando un sindaco metropolitano non eletto, che di fatto è un podestà. E questa soluzione, secondo quanto dichiarato dalla Corte dei Conti, non produce economie, anzi costa più di quella ipotizzata dal precedente Governo".

"La mia è una battaglia di democrazia - rimarca il presidente della Provincia - ma i sindaci del territorio con le loro lettere l'hanno trasformata in un plebiscito contro il futuro sindaco metropolitano. Non è una questione personale nei confronti di Torino Piero Fassino, ma spero che nella sua veste di presidente nazionale dell'Anci, Fassino ne voglia tenere conto e spieghi finalmente a Delrio che il Governo su questo provvedimento non ha il consenso".

Per Saitta, "il Parlamento si troverà il 25 novembre a esaminare e votare, con un iter che il Governo ha voluto accelerato e urgente, un disegno incostituzionale che abbassa per legge il livello di democrazia nel Paese". Il Presidente si domanda come il ministro possa "pensare di investire per legge i sindaci dei capoluoghi delle future città metropolitane a capo di centinaia di altri Comuni, senza il voto a suffragio universale, libero e diretto dei cittadini".

"Con le lettere contro il sindaco metropolitano che ho ricevuto da oltre 250 sindaci del torinese, e con quelle che in queste ore continuano a giungere - aggiunge - farò un dossier da inviare al Governo, al Parlamento e alla Commissione Affari Istituzionali, perché sappiano ciò che le comunità locali pensano. Tutte queste lettere, che trasformano la mia battaglia in un plebiscito provano il grande rapporto esistente fra i Comuni del torinese e la Provincia, ente vituperato che in questo momento fra l'altro non ha nulla da offrire. Dai sindaci emerge una grande passione civile che, se il Governo va avanti con il suo progetto, rischia di perdersi".

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