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Pokemon Go, l'annuncio dell'autista torinese: "So dove poter andare sotto i 20 Km/h"

Un'inserzione online propone viaggi a passo d'uomo, a 40 euro l'ora, per migliorare il punteggio e scongiurare sinistri e distrazioni

Qualche anno fa c'erano i “Tamagotchi sitter”, che si facevano pagare per “mantenere in vita” i giochi altrui; oggi un autista di Torino si mette a disposizione per accompagnare a pagamento i giocatori di Pokemon Go nella zona industriale tra Torino e Venaria: detta così può sembrare una notizia tra l'assurdo e il pericoloso, invece ha perfettamente senso, almeno se si è abbastanza appassionati da pagare tra i 10 e i 40 euro l'ora per giocare col proprio telefono.

Sul sito di annunci Kijiji è stata pubblicata nei giorni scorsi questa inserzione a firma “Alessio”:

Ciao a tutti, sono un autista professionista, iscritto al Ruolo Conducenti della CCIAA di Torino, e mi offro per portare in giro per Torino e provincia fino a 4 persone che giocano a Pokemon GO. Inoltre dispongo di un luogo dove possiamo andare sotto i 20 Km/h per schiudere le uova e con Pokestop nelle vicinanze. La mia auto è comoda, con l'aria condizionata ed un vano refrigerato dove poter riporre fino a 3 bottigliette o lattine di bevande. Purtroppo non posso farvi mangiare in auto, mi spiace. Il noleggio è di 40 Euro l'ora, disponibile tutti i giorni dalle 10 alle 02. Quindi se siete in 4 pagherete 10 euro a testa ogni ora. Il pagamento va fatto anticipatamente, anche di ora in ora, nel momento in cui salite in auto. Il luogo dove si può andare sotto i 20Km/h è a 15 minuti dal capolinea del 60 (Via Paris) o del 77 (Via Sandre a Venaria) quindi tenete conto del tempo che ci va per arrivarci e tornarci, altrimenti scaduta l'ora vi devo far scendere lì ed è una zona industriale senza mezzi pubblici.

Per chi non conoscesse il gioco che sta facendo parlare tutto il mondo, o per chi avesse appena iniziato a giocarci e volesse saperne di più, spieghiamo il senso di questo annuncio.

Satoshi Tajiri è il cinquantenne informatico giapponese inventore dei Pokémon. Nato nei sobborghi di Tokyo, da bambino amava girare per i parchi e i campi a caccia di insetti, che catturava e portava a casa in appositi barattoli. Poi, un po' come il Celentano della Via Gluck, vide i palazzi sostituire i campi intorno a casa, e non potè più andare a caccia di insetti. Fu così che nel 1996 inventò i Pokémon, con il sogno di regalare ai giocatori le stesse emozioni che provava da bambino.

Comunque lo si giudichi, Pokemon Go è fedele al sogno del suo creatore: merito indiscusso di questo gioco è sicuramente aver indotto moltissimi giovani a rimanere sì attaccati al telefono come sempre, ma fuori casa, in giro per le vie, i parchi e anche i musei che invitano i giocatori come Palazzo Madama e il Mao.

Che cosa c'entrano le uova?

Il gioco consiste quindi nel catturare gli “insetti” inventati da Tajiri in giro per la città di Torino come in tutto il mondo, ma non solo. I mostriciattoli catturati – più o meno rari – possono essere potenziati, o fatti scontrare con quelli altrui, tanto che ci sono anche le squadre di giocatori.

In giro, inoltre, ci sono anche delle uova che possono essere raccolte e quindi “covate” in un modo che ha molto a che fare con il sogno di Tajiri: facendo tanti chilometri in giro, ovviamente con il gioco e la relativa mappa attivi.

A questo punto si potrebbe pensare: allora basta andare in macchina o sui mezzi pubblici con l'applicazione attiva per far schiudere le uova? No, perché non appena si superano i 20 km/h il calcolo dei metri percorsi si interrompe (evitando così anche alcuni possibili incidenti automobilistici). Anche in bici è rischioso, perché il limite dei 20 km orari può essere superato agilmente, e così tra i trucchi più efficaci dei “pigri” c'è attaccare il telefono a un ventilatore da casa.

Oppure, come propone questo intraprendente autista torinese, andare in zone dove si può procedere in auto a passo d'uomo senza intralciare il traffico.

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