Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Processo Eternit, Cassazione annulla condanna per prescrizione del reato

I giudici della Cassazione hanno accolto la richiesta del procuratore generale Iacoviello ed hanno annullato la senza della Corte d'appello di Torino per prescrizione del reato di disastro doloso ambientale

E' stata annullata senza rinvio per intervenuta prescrizione del reato, la sentenza della Corte d'appello di Torino sulla strage dell'Eternit.

Dopo la richiesta del procuratore generale Francesco Iacoviello, i giudici della Cassazione hanno annullato la sentenza che vede - o meglio vedeva - imputato il magnate svizzero Schmidheny per disastro doloso ambientale permanente. In sostanza, non c'è nessun colpevole dal punto di vista giudiziario per gli oltre 3mila morti a causa delle polveri contaminanti dell'amianto. Il magnate dell'Eternit, non sconterà nessuna pena (era stato condannato a 18 anni di reclisione).

Indignati i famigliari delle vittime - specie quelli provenienti dalle zone di Casale Monferrato, lo stabilimento in cui si sono registrati più morti - ma anche le forze politiche. Da Chiamparino che esprime profondo disappunto per la sentenza pronunciata dalla Cassazione, al consigliere grillino Bono, secondo cui un Paese che non punisce gli omicidi, non può considerarsi un Paese civile. "E' una vergogna", urlano i parenti, sconcertati e sorpresi che i giudici abbiano accolta la richiesta di Francesco Iacoviello.

Ma il pm Raffaele Guariniello non si arrende: "Non è una assoluzione. Il reato c'è - afferma -. Ora possiamo aprire il capitolo degli omicidi".

Un caso che va avanti ormai da 5 anni, dal 10 dicembre 2009, giorno in cui a Torino iniziò il lungo iter giudiziario a carico della multinazionale elvetica Eternit, operativa in Italia con quattro stabilimenti. Stiamo parlando di quasi 2890 persone offese tra lavoratori e cittadini di cui più di 2000 decedute e le restanti ammalate a causa delle polveri tossiche sprigionate dalla lavorazione di un particolare tipo di cemento-amianto, chiamato appunto Eternit, utilizzato in edilizia soprattutto come copertura.

La maggior parte dei decessi era avvenuta nelle zone degli stabilimenti di Casale Monferrato (Alessandria), ma numerose vittime si erano registrate anche a Cavagnolo (Torino), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli).

Dopo la sentenza di primo grado che condannò a 16 anni di reclusione il barone belga Louis de Cartier - deceduto pochi giorni prima della sentenza d'appello - ed il magnate svizzero Stephan Schmidheiny e quella d'appello che incrementò per quest'ultimo la pena a 18 anni, oggi arriva il verdetto finale ha deciso per l'annullamento della condonna per prescrizione del reato.

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