Cronaca Barriera di Milano / Via Aosta

Una bomba d’amianto sopra l’area ponte Mosca. La denuncia parte da via Aosta

Non solo degrado e disperati. Il tetto dell'area di proprietà della Provincia è pieno di amianto. Lo sanno bene i cittadini che hanno denunciato il caso alle istituzioni "Vogliamo un intervento"

L’area ponte Mosca abbandonata da poco più di vent’anni è diventata con il trascorrere del tempo una bomba piena zeppa d’amianto. Una situazione come tante nella città di Torino aggravata dalla presenza, a pochi centimetri di distanza, di nuovi e vecchi complessi residenziali. Un problema su cui si sono subito riversate le attenzioni dei cittadini che abitano nei pressi di via Aosta, lungo Dora Firenze e via Parma.

Proprio i residenti del quartiere, preoccupati per il degrado presente nei dintorni dell’area, hanno cominciato a spingere per lo smantellamento immediato della struttura e per la sua completa riqualificazione. "Sono anni che facciamo segnalazioni e denunce a causa dell’amianto – spiega Carmine Batilde, presidente del comitato “Sponde Dora e vie limitrofe” -.  Il tetto sta cominciando a cadere a pezzi. Per questo riteniamo sia il caso di rimuoverlo in tempi brevi".

Tuttavia potrebbe essere molto dura ottenere qualche risultato. Nessuno dei progetti tirati in ballo dagli anni ’90 ad oggi ha mai visto la luce del sole. L’edificio, collocato tra corso Giulio Cesare e via Aosta, doveva prima diventare la nuova sede del Provveditorato agli Studi di Torino e successivamente quella della scuola europea. Ma alle parole, causa la mancanza di fondi e l’apporto dei privati, non sono mai seguiti gli interventi sperati. E l’area della Provincia, poco alla volta, ha finito per trasformarsi in un gigantesco hotel al servizio dei senzatetto e dei disperati di tutto il borgo.



Un argomento che sarà oggetto di un’interpellanza urgente che verrà presentata in consiglio di circoscrizione Sette da parte della consigliera del Pdl Patrizia Alessi. "Il Comune fa le ordinanze per togliere l’amianto dalle abitazioni private ma si “dimentica” degli edifici pubblici, in questo caso quello di quello della Provincia – spiega Alessi -. Proprio per questo stiamo avviando una petizione con richiesta di bonifica immediata di quei locali, da anni vero incubo dei residenti del quartiere borgo Aurora".

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