Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca Strada Castello di Mirafiori

Amianto nel Sangone: orti urbani con vista discarica

È ancora allarme per le condizioni del Sangone, ridotto a discarica delle vicine fabbriche. Il Consigliere Loddo: "È un pericolo intollerabile per gli orti urbani di strada Castello di Mirafiori"

È da anni che si discute a Mirafiori e Moncalieri della pericolosa situazione rifiuti nel torrente Sangone, le cui sponde abbondano di spazzatura ed amianto. L’ultimo allarme è stato lanciato dal Consigliere Circoscrizionale Antonino Loddo, che lamenta una mancanza di sicurezza per l’area adiacente alle sponde del fiume. 
 
“È  preoccupante – ha dichiarato Loddo – il fatto che sia  con l’acqua del Sangone che si riforniscono i proprietari degli orti urbani di strada Castello di Mirafiori. Anche se quel breve tratto è controllato ed è pulito, non ci si può aspettare che l’acqua che arriva negli orti sia adeguata all’uso. Basta spostarsi pochi metri più in là, e per terra e nell’acqua si trova di tutto, in particolare amianto. È una sorta di piccola discarica, e il pericolo che ne deriva è intollerabile. E che dire degli orticoltori abusivi, che hanno dei campi altrove sulla riva del fiume? Non sono a norma di legge, ma non per questo possiamo dimenticare i rischi che corrono”.
 
Un altrettanto allarme andrebbe rivolto alla comunità di senzatetto che abita sotto il ponte di via Artom-via Santhià ed è esposta giorno e notte agli effetti dell’inquinamento del fiume. Ad essere danneggiata dall’ammucchiarsi di immondizia nel Sangone è, in ogni caso, l’intera popolazione del quartiere. Poco possono risolvere, è evidente, le iniziative prese nel passato da comitati di cittadini e dal comune, come la recente “Puliamo il Sangone” nel settembre 2011, che ha mosso oltre 400 volontari, coinvolgendo otto comuni. La collaborazione dei residenti può certo influire a lungo termine sulla mentalità dei concittadini, ma quel che serve nel Sangone è un’operazione di un’altra portata, con costi ben più elevati.
 
Oggi le acque del torrente sono torbide, ed abbondano di rifiuti di ogni tipo. Cestini dell’immondizia, carcasse di biciclette e pezzi di automobili, tra i flutti fa capolino persino un paio di sci. Ma la paura più grande riguarda l’amianto, materiale velenoso, abbandonato nel fiume dalle numerose fabbriche della zona. Per far fronte a questa delicata situazione il Presidente della 10° Circoscrizione interrogherà presto il Comune, e dal prossimo martedì potrebbe essere messa in atto un’ennesima – e costosa – soluzione. Ma a meno che non venga fatto qualcosa di radicale, è difficile immaginare un vero cambiamento, che possa una volta per tutte chiudere il capitolo. Quando dagli orti di strada Castello di Mirafiori proverrà un qualche scandalo sanitario, forse se ne potrà riparlare. 
 
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