Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca Nizza Millefonti / Via Genova, 268

Amianto nella moschea di via Genova. Ricca (Lega): "Fermate i lavori"

Il capogruppo leghista in Comune annuncia la presentazione di un'interpellanza: la moschea di via Genova 268 conterrebbe amianto. Problemi anche per l'accessibilità ai disabili

Fermate i lavori alla moschea: contiene amianto. L’appello per l’arresto delle operazioni che stanno trasformando in moschea il basso fabbricato di via Genova 268 arriva da Fabrizio Ricca, caprogruppo della Lega Nord in Comune. “Chiediamo l’immediata sospensione di tutti i lavori relativi alla moschea che dovrà sorgere in Via Genova perché riteniamo più che plausibile che la struttura, destinata ad essere trasformata in luogo di culto per i musulmani, possa nascondere ingenti quantitativi di amianto”, afferma il consigliere del Carroccio, che annuncia la presentazione a breve di un’interpellanza ad hoc.

Prove certe della presenza di amianto nella struttura ancora non ve ne sono; tuttavia, alcuni dati lascerebbero supporre che il basso fabbricato contenga effettivamente eternit. “Negli anni in cui la palazzina in questione fu costruita – spiega infatti Ricca -, l’utilizzo di questo materiale era all’ordine del giorno e, anche se non sono ancora mai stati effettuati controlli in questo senso, è più che  lecito aspettarsi la presenza di eternit in tubature ed altro”. A questo punto il capogruppo leghista annuncia la presentazione di un’interpellanza urgente “per avere lumi sulla situazione, perché non vorremmo dover poi essere costretti a constatare l’inagibilità del luogo, e quindi predisporre bonifiche, a lavori ultimati. Oltre ai disagi che tutto ciò procurerebbe, effettuare lavori in presenza di amianto, senza rimuoverlo a priori, metterebbe a rischio l’incolumità di chi vive nella zona”.

Non solo. Il basso fabbricato, inglobato per intero in uno stabile residenziale, presenta anche altri problemi.  “Oltre ai problemi legati alla presenza di amianto – afferma ancora il capogruppo del Carroccio -, abbiamo verificato anche una grave violazione alla normativa disabili, per la quale abbiamo presentato un esposto agli uffici competenti, che riguarda l’accesso dei diversamente abili alla pedana necessaria alla fruizione delle scale. Non vorremmo che questo fosse l’ennesimo escamotage, visto quello che succede nei paesi governati dal fondamentalismo islamico, per impedire a persone diversamente abili di poter accedere al loro luogo di culto”.

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