Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Oltre 300 marinai morti per l'amianto, dal 1981 ad oggi

Sono stati tutti uccisi dal mesotelioma pleurico. Il pm Raffaele Guariniello ha aperto un'inchiesta sulle norme di sicurezza adottate a bordo di alcune navi della Marina Militare

 

Oltre 300 marinai sono già morti dal 1981 a oggi dopo avere prestato servizio su un centinaio di navi della Marina Militare, principalmente di stanza a La Spezia e Taranto, in cui vi erano strutture in amianto. La causa è il mesotelioma pleurico. Sono i dati dell'inchiesta, aperta dal pm torinese Raffaele Guariniello e che vede indagata una ventina di ufficiali.
 
Tra questi capi di Stato maggiore, direttori della sanità militare, direttori generali della naval coast army,e comandanti in capo della squadra navale. Il magistrato ha prescritto la bonifica delle imbarcazioni ancora in uso. Tutti gli indagati devono rispondere di omissione colposa di cautele antinfortunistiche, mentre si valuterà caso per caso l'ipotesi di omicidio colposo. 
 
Le indagini, portate avanti dagli organi di vigilanza interni alla Marina, hanno evidenziato la mancanza di impianti di aspirazione localizzata sulle navi, soprattutto durante le operazioni di manutenzione, pulizia e riparazione, e l'assenza di presidi sanitari a difesa degli operatori che vi hanno prestato servizio. L'inchiesta sulla Marina corre parallelamente a quella, avviata dallo stesso Guariniello, sull'amianto a bordo dei mezzi in dotazione all'Esercito. Anche in questa erano stati registrati oltre 300 morti per patologie correlate all'inalazione del pericoloso minerale.
 
(ANSA)
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