Amianto: finalmente al via la bonifica nei palazzi di via Fleming

Sono cominciati i lavori di smantellamento in via Fleming. I cantieri sono stati aperti a ottobre 2010. I residenti rimangono scettici: "Avrebbero dovuto cominciare mesi e mesi fa"

Il primo allarme amianto (nei tempi recenti)  riscontrato a Torino è datato 1999, quando in città si accertò il primo caso di mesotelioma alla pleura: a contrarlo una donna trentacinquenne, vittima da esposizione abitativa perché abitante di una delle palazzine facenti parte delle “case bianche” della Falchera, quartiere sito nella periferia nord della città.

Da allora i proprietari della fallita Eternit, che già non se la passavano bene, continuano a navigare in acque burrascose: la defunta ditta produttrice di cemento-amianto è infatti  al centro di un processo presieduto dal giudice Raffaele Guariniello, nel quale le viene addebitato “il disastro doloso e l’omissione volontaria di cautele sul luogo di lavoro”.

Per l'amianto, negli anni sono morti molti lavoratori e cittadini, vittime di incurie: questo è il motivo per il quale è caduta la contestazione per omicidio colposo a favore del dolo. A compromettere ulteriormente la loro posizione, il campanello d’allarme datato 2008: la zona di Mirafiori sud vide nelle case popolari di via Isler 1, 3, 5 e 7 - ma anche in alcuni stabili di via Morandi, Togliatti, Strada delle Cacce – la minaccia dell’amianto.

I loro tetti, così rivestiti, erano un pericolo: Palazzo Civico emise un’ordinanza in cui si imponeva all’amministrazione di comunicare ad ARPA Piemonte, Comune e Spresal l’intervento di bonifica entro 60 giorni, e alla ditta incaricata di ultimare i lavori entro tre mesi.

Analoga ordinanza, stando alle dichiarazioni rilasciate al tempo da Gian Luca Vignale, fu trasmessa agli stabili di via Fleming. Nonostante questo però – a tre anni di distanza - i rivestimenti in amianto sono ancora lì, sulla testa dei condomini domiciliati ai civici 6, 8, 10, 14 e 16.

Quanto ai cantieri, quelli sono stati aperti appena otto mesi fa, ma lo smantellamento del materiale nocivo è cominciato soltanto adesso; le cinquanta famiglie che abitano l’isolato sono scettiche, e a ragion veduta: "Avrebbero dovuto cominciare a settembre, e invece iniziano soltanto ora" dice un intervistato. A fargli eco un capannello di persone con i suoi legittimi dubbi: “Chissà quando finiranno, viste le premesse”. In effetti, se lo zelo sarà lo stesso con cui è stato riparato l’ascensore di un’interpellata "rimasto fermo diverse settimane per la gioia di anziani costretti a fare le scale a piedi", sarà dura smentirli.

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