Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

L'emergenza è finita ma il fango è rimasto: anche oggi si lavora in tutta la provincia

Chiamparino: "A Moncalieri disastro peggio che nel Cuneese". Sulle montagne intanto è arrivata la neve

Il Po oggi (foto di Noemi Marcone)

Passata la paura, Torino e provincia contano i danni della spaventosa ondata di maltempo che ha devastato case, strade, campi, aziende, borgate, paesi e città nell'ultima settimana.

Al Piemonte, come alla Liguria, sarà concesso lo stato d’emergenza, ha rassicurato il presidente del consiglio Matteo Renzi. “I danni sono elevatissimi”, ha ribadito Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte. “Per fortuna - ha aggiunto - rispetto all’alluvione del 1994, si è visto il grande lavoro fatto dalla Protezione civile, nelle previsioni e nella prevenzione”.

A Moncalieri, dove l’esondazione del Chisola ha messo in ginocchio sei borgate, la situazione sembra essersi stabilizzata. Residenti e imprenditori, adesso, sono alle prese con il fango e stanno cercando di capire che cosa può essere recuperato e che cosa invece è andato perso per sempre. Anche qui Chiamparino, che ieri, sabato 26 novembre, ha visitato le zone alluvionate, ha sostenuto che quanto accaduto è stato peggio che nel Cuneese.

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A Torino si è abbassato il Po, ma non è stato ancora possibile recuperare il relitto del battello turistico ‘Valentina II’ affondato durante i tentativi di recupero. Lunedì i responsabili del Comune incontreranno l’Amiat per varare il piano di pulizia straordinaria necessario dopo la piena dei fiumi. Ecco un'immagine scattata al borgo medievale (foto Danilo Buffo).

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"E' indispensabile che sia immediatamente attivato un tavolo di lavoro tecnico-politico a cui devono sedere, prima di tutto, i sindaci dei comuni colpiti" dal maltempo degli ultimi giorni. Lo sostiene Alberto Avetta, consigliere della Città metropolitana di Torino della lista di centrosinistra. "Val Chisone, val Germanasca, Moncalieri, Volvera: nel territorio metropolitano il maltempo ha provocato danni ingenti a strade ed edifici scolastici - osserva Avetta - richiedendo interventi di competenza della Città metropolitana di Torino. Vigileremo per verificare che i sindaci non siano lasciati solo ad affrontare le conseguenze del maltempo e soprattutto ad attuare il ripristino dei servizi pubblici essenziali, primo fra tutti la viabilità".

Intanto sulle montagne è arrivata la neve, in largo anticipo rispetto alla riapertura della stagione invernale. Con l'innalzamento delle temperature c'è però anche l'allarme valanghe dietro l'angolo.

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