Cronaca Vanchiglia / Corso Regio Parco

Nel Regio Parco non si dorme la notte. "Tutta colpa degli allarmi"

I residenti non riescono più a prender sonno. Colpa dei viavai dei ladri dal vicino centro della raccolta differenziata. Nel quartiere anche i commercianti hanno deciso di alzare la voce: "Basta furti, non ne possiamo più"

Nel Regio Parco è diventato difficile, se non addirittura impossibile, riposare durante le ore notturne. A denunciare l’accaduto sono i residenti e i commercianti del quartiere, ormai ai ferri corti con alcuni allarmi che entrerebbero in funzione quasi sistematicamente dopo la mezzanotte. E tra via Rossetti e piazza Sofia sono in tanti a non riuscire più a chiudere occhio.

Sotto accusa è finito il centro Amiat per la raccolta differenziata di via Salgari, teatro fino a poco tempo fa di una catena impressionante e sistematica di taccheggi. I ladri, infatti, erano soliti entrare nel centro – anche di giorno – per rubare diversi oggetti. In particolare a far gola ai balordi erano televisori, computer ed elettrodomestici che sparivano senza lasciar traccia. Un viavai interrotto dalle forze dell’ordine che riuscirono a fermare una dozzina di persone con le mani nel sacco. Ma chi abita nelle vie adiacenti non sembra pensarla allo stesso modo.

"Negli ultimi mesi gli allarmi sono entrati in funzione svariate volte – spiega un residente della zona -. E tutti di notte. Siamo in tanti ad alzare il telefono per allertare le forze dell’ordine ma il problema non si risolve. I balordi, infatti, non vengono mai beccati e questo è un problema". E anche i commercianti hanno deciso di puntare il dito contro i ladri che sembrano aver preso di mira le attività della zona. "Stiamo pensando ad un’iniziativa per far sentire la nostra voce - denuncia Michelangelo Gulli , presidente dell’associazione commercianti “Una finestra su Regio Parco” -. Siamo perseguitati dai furfanti e ci mancava solo più questa storia degli antifurti".



Tesi smontata da Amiat che sembra non saperne nulla di quello che sta accadendo nel quartiere. "Non ci sono arrivate segnalazioni sospette – spiegano da Amiat -. In passato abbiamo avuto questo tipo di problemi ma oggi direi che la situazione si è evoluta in positivo. Per questo riteniamo che gli allarmi che entrano in funzione non siano i nostri ma quelli di altri siti".

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