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Pronto soccorso torinesi in tilt, tra picco influenzale e psicosi meningite

Gli ospedali di Torino e della prima cintura sono stati presi d'assalto. Complice anche la paura per la meningite, diffusa ormai fra la gente

Il picco dell'influenza ha mandato in tilt i pronto soccorso di Torino e della prima cintura. Ambulanze in coda, pazienti in attesa e barelle ovunque nei corridoi, l'allarme c'è ormai da qualche giorno, complice anche la "psicosi meningite" che si è diffusa tra la gente. Ed è esattamente in queste ore che in molti casi, un banale mal di testa da influenza fa scattare il campanello d'allarme. Sebbene il servizio sanitario nazionale abbia fatto presente che non si tratta di un'epidemia e che i casi di meningite non sono in aumento rispetto agli anni passati, nemmeno in Piemonte dove la malattia è addirittura in regressione (nel 2016: 9 casi da meningococco di tipo C e 200 casi per la forma non contagiosa, ndr), i torinesi, come tutti gli altri italiani, hanno paura.

In via della Consolata, al Servizio di prevenzione dell'Asl 1, arrivano in media 150 telefonate al giorno e negli ambulatori decentrati i telefoni squillano dal mattino alla sera. Sono i genitori a temere per i loro figli e ad attivarsi per richiedere documentazione e informazioni sui vaccini per bambini e adolescenti. Ma la paura ha contagiato tutti: ad essere spaventati sono anche gli adulti, soprattutto in seguito ai due casi di meningite registrati in Piemonte, nonostante si tratti di meningite di origine batterica non contagiosa. La sessantenne di Casale ricoverata nell'ospedale di Alessandria e l'ottantenne di Ciriè sono entrambe, fortunatamente, in via di miglioramento.

MENINGITE, COME RICONOSCERLA - "Come ha già confermato il Ministero della Sanità, non esiste nessun allarme - ha dichiarato Franco Boschi, neurologo -: a Torino e in Piemonte i casi non sono aumentati rispetto agli anni passati, il trend è in regressione e oltrettutto, in questi giorni, non è stato ancora registrato nessun caso di meningite di tipo C (quello più aggressivo, ndr)". Ma cos'è la meningite? "E' un'infiammazione delle meningi, le membrane che proteggono il cervello - spiega ancora Boschi -. E il sintomo principale - oltre a mal di testa e vomito -, quello che davvero permette di riconoscere in fretta che si tratta proprio di meningite, è la rigidità nucale. Bisogna preoccuparsi insomma, quando non si riesce a estendere il collo all'indietro". 

LA POLEMICA - Intranto Nursing Up, il sindacato infermieri, si è allertato per i pronto soccorso intasati e sollecita la Regione e la Città della Salute e della Scienza ad agire subito. "Con il ponte dell'Epifania la situazione potrebbe esplodere - afferma Claudio Delli Carri, segretario regionale -. La Città della Salute deve aprire il reparto polmone". Si tratta di una struttura, con 28 posti letto, prevista e pensata per dare sollievo all’intasamento del pronto soccorso, fornendo spazio per gestire la crisi.

"La drammatica situazione in cui si trovano i pronto soccorsi, al collasso sotto la pressione dei pazienti che si sono moltiplicati per il picco influenzale particolarmente virulento - continua Delli Carri -, va affrontata di petto anche dalla Regione, esattamente come stanno già facendo, da giorni, con abnegazione, un grandissimo senso del dovere e altissima professionalità, tutti gli operatori degli ospedali. L’assessore Saitta deve mettere mano, da subito, alle assunzioni e alla riorganizzazione".

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