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Alitalia fa mezza marcia indietro, salvi i voli per Napoli e Calabria

Dalla fine di ottobre (e non più dall'inizio) Alitalia cancellerà i voli dallo scalo torinese. Dei sette cancellati però ne rientrano in gioco tre: gli altri quattro coperti dalle low cost

Due mesi di tempo e il problema dei tagli di Alitalia non sarà più un problema. E' quanto è emerso nella riunione convocata urgentemente dal sindaco di Torino Piero Fassino per discutere del futuro dell'aeroporto di Caselle a fronte della riorganizzazione della compagnia aerea italiana prevista per ottobre.

Presenti al tavolo gli azionisti dello scalo torinese e quindi sono intervenuti, oltre al primo cittadino e all'assessore ai trasporti del Comune, Cluadio Lubatti, la Regione con il presidente Sergio Chiamparino e con l'assessore Francesco Balocco, Sagat con l'amministratore delegato Roberto Barbieri e il presidente Giuseppe Donato, e infine i rappresentati di Unione Industriale, Camera di Commercio, F2i e Tecnoconsult.

LA PROPOSTA DI ALITALIA - Dopo aver cancellato sette voli su nove, Alitalia ha fatto marcia indietro. La compagnia aerea ha proposto il mantenimento dei voli verso Napoli, Lamezia e Reggio Calabria: tutto senza che si debba mettere mano al portafogli. Una proposta che non è ancora stata messa nero su bianco, ma che sarebbe vicina ad essere ufficiale. Le trattative con Sagat sono già state avviate, ma si tratta solo di decidere come organizzare i voli, a cominciare dagli orari e dalle frequenze.

GLI ALTRI VOLI TAGLIATI - Restano fuori dalla trattativa invece Alghero, Bari, Catania e Palermo. Non è più intenzione di Alitalia mettere a disposizione dello scalo torinese voli che raggiungano queste quattro destinazioni. Trovare compagnie alternative che coprano il vuoto non sembra preoccupare più di tanto gli azionisti, visto che altre compagnie low cost hanno voli esistenti che già possono dirsi sostitutivi. Inoltre queste ultime, è stato spiegato, incrementeranno ulteriormente la propria offerta, come nel caso di Volotea con Palermo.

FINE OTTOBRE - Alitalia non sparirà da inizio ottobre (come inizialmente previsto), ma cambierà l'offerta dalla fine del mese prossimo, dando in questo modo quattro settimane in più a Sagat per riorganizzare tutto e non limitare l'offerta dello scalo.

INVESTIMENTI PER CASELLE - Sia Fassino sia Sagat hanno confermato l'impegno a sostenere lo scalo torinese e ad investire affinché si continui nella politica di espansione dei collegamenti nazionali ed internazionali che ha visto lo scalo di Caselle fare numeri altissimi di passeggeri durante gli ultimi mesi.

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