Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

Rietichettavano il pesce scaduto per rivenderlo, a processo

La Guardia di Finanza ha trovato centinaia di chili di alimenti pericolosi per la salute in due blitz nel 2008 e 2010. Per questo motivo cinque amministratori della Salpi (ora Ristor) sono a processo

Cinque amministratori della Salpi di Collegno (poi Ristor), uno dei maggiori grossisti di prodotti congelati in Italia, sono imputati di frode in commercio e commercio di sostanze pericolose per la salute. Ieri al Tribunale di Torino e cominciato un processo contro di loro. In due diversi blitz infatti, datati 2008 e 2010, la Guardia di Finanza trovò tonnellate di prodotti ittici surgelati scaduti anche da dieci anni e rietichettati al fine di essere reimmessi sul mercato. In particolare, nel maggio 2008, in otto celle frigorifere del magazzino della Salpi furono trovate e sequestrate 18 tonnellate di branzini, aragoste e orate surgelate scadute e rietichettate, destinate alla grande distribuzione.


Ancora nel 2010, trovati 400 chili di prodotti ittici scaduti. Per l'accusa, l'azienda aveva messo in piedi un sistema di rietichettatura abusiva per cui non veniva mai buttato nulla e ogni prodotto veniva reimmesso in commercio. Gli imputati sono Anna F., Bruno B. e Simonetta V., già amministatori della Salpi, e Laura R.F. e Gianfranco F., amministratori della Ristor. Nel procedimento si sono costituiti parte civile anche Slow Food, rappresentata dall'avvocato Alessandro Lamacchia, e l'Unione Nazionale Consumatori, rappresentata dall'avvocato Emanuele Crozza. (Ansa)

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