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Poli, due ragazzi svelano l'algoritmo del Calendario di Giovanni Plana

Il Calendario, realizzato dall’astronomo e matematico piemontese Giovanni Antonio Amedeo Plana, permette di identificare la collocazione mensile e settimanale di ogni giorno dell’anno dalla nascita di Cristo fino al 4000

Pochi sanno che nel cuore di Torino è custodito un vero e proprio tesoro ingegneristico, un capolavoro di ingegno e matematica applicata considerato il primo computer della storia: al civico 25 di via Garibaldi, all’interno della Cappella dei Mercanti, si trova il Calendario Meccanico Universale, una macchina affascinante e sorprendente per gli standard tecnologici dell’epoca nella quale fu costruito (l’anno 1831).

Il Calendario, realizzato dall’astronomo e matematico piemontese Giovanni Antonio Amedeo Plana, permette di identificare la collocazione mensile e settimanale di ogni giorno dell’anno dalla nascita di Cristo fino al 4000, informazione a cui si associano i dati relativi a lunazioni, maree, festività e Santi del giorno. Fin dalla sua costruzione, l’estrema precisione del congegno e l’ampio spettro temporale che il Calendario ricopre hanno suscitato interesse e ammirazione. Ora, grazie a un concorso organizzato dal Politecnico di Torino, quattro team di studenti dell’Ateneo torinese sono entrati nel cuore pulsante della macchina per svelarne, quasi 200 anni dopo la sua realizzazione, il complesso funzionamento.

Al concorso hanno partecipato studenti delle Lauree Triennali e Magistrali. Duplice l’obiettivo dello studio condotto dai partecipanti: da un lato scoprire quale sia l’algoritmo che regola il funzionamento meccanico del Calendario, dall’altro realizzare un’interfaccia digitale che permetterà a chiunque, attraverso un sito web dedicato, di fruire del Calendario, riuscendo così ad avere informazioni precise su qualsiasi giorno dell’anno.

A vincere la competizione sono stati Roberto Cappato, Sergio Spano e Meysam Nasiri, che sono stati premiati quest’oggi nel corso di una cerimonia proprio nella Cappella dei Mercanti. La ricerca degli studenti ha rivelato che il Calendario funziona come un vero e proprio computer, composto da memorie a tamburo (ovvero cilindri su cui sono scritti dati in forma numerica), a disco e a nastro in grado di memorizzare oltre 46.000 dati. La ricerca ha condotto, inoltre, alla realizzazione di un prototipo in scala, che sarà ora fruibile da tutti i visitatori della Cappella. Dall’ingegneria dell’Ottocento alle più moderne innovazioni tecnologiche il passo è breve: il gruppo vincitore ha realizzato, infatti, anche una versione informatizzata del meccanismo di funzionamento del Calendario, disponibile online al sito: www.cappelladeimercanti.it/calendariouniversale.

“La reverse engineering, cioè la digitalizzazione di un oggetto fisico, è un campo di studi molto interessante e una buona palestra per i nostri studenti per esercitarsi mettendo a sistema conoscenze derivanti da discipline differenti. Questa capacità risulta sempre più importante, in un mondo della ricerca nel quale i confini tra i vari ambiti dei saperi sono sempre più permeabili e i progetti sono sempre più multidisciplinari - ha commentato il Vicerettore per la Ricerca del Politecnico Enrico Macii -. Proprio in questo senso abbiamo voluto proporre ai nostri studenti questa sfida, che si è rivelata anche un utile modo di valorizzare il territorio, proponendo l’utilizzo delle discipline ingegneristiche per migliorare la fruizione dei beni culturali”.

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