Il "Santo" di Firenze lancia un appello per aiutare la piccola Bea

Dopo un incontro con il papa, Alessandro Maiorano ha promesso di aiutare i poveri. E adesso, diventato celebre per i suoi gesti in favore degli anziani in difficoltà, chiede che i dipendenti del comune di Firenze aiutino Beatrice

Per tutti, è “Il Santo”. Ma non aspettatevi un frate o un prete: lui, Alessandro Maiorano, è un dipendente del comune di Firenze. Un semplice dipendente, che però ha deciso di impegnarsi completamente per il prossimo. Il prossimo, per lui, sono tutte le persone in difficoltà, specie se anziani. Quando viene a sapere che un pensionato, ridotto alla disperazione, ha rubato qualcosa – generalmente lo stretto necessario per tirare avanti – Maiorano interviene in suo aiuto, offrendosi di pagare la merce rubata, in cambio del ritiro della denuncia contro l’anziano.

L’attività del Santo non si ferma qui. Recentemente, Maiorano ha lanciato un appello affinché i 4800 dipendenti del Comune di Firenze si mobilitino per Bea, la sfortunata bimba torinese afflitta da un morbo sconosciuto, che l’ha completamente paralizzata, calcificandone le articolazioni. “I genitori di Bea sono persone normali, e con grande sacrificio, dignità e forza stanno combattendo questa battaglia per la figlia, affinché si trovi una cura; i tempi in cui viviamo sono duri, e vi invito ad aiutarli. Troverete tutti i dettagli per una donazione sul sito: www.sarolibera.altervista.org”.santo-2

Maiorano sa di poter contare su di una grande notorietà, e che il suo appello difficilmente passerà inascoltato: spesso le cronache hanno riportato i successi delle sue iniziative. Il suo interessamento per Bea è dovuto però anche ad altro, al fatto di essere anche lui un genitore, che ha dovuto lottare per suo figlio: “Mio figlio ha ricevuto, tempo addietro, pesanti minacce – spiega Alessandro – ma, dato che le istituzioni sembravano non aiutarmi, ho pensato di fare a modo mio, arrivando a contattare anche il papa”.

E non solo il papa: anche il cardinal Tonini, le Nazioni Unite ed altre istituzioni. Il tutto per poter difendere se stesso e suo figlio, per vivere serenamente senza minacce. In questa continua perorazione, Maiorano ha però anche riflettuto: voleva fare qualcosa per il prossimo. E così, nell’incontro con papa Benedetto XVI, ha rivolto al Santo Padre la fatidica domanda: “Cosa devo fare per sdebitarmi?”. Il papa gli ha risposto di occuparsi dei poveri.

E così è stato. Maiorano adesso ha una seconda vita, dedicata ai bisognosi, specialmente gli anziani. Ma anche, come in questo caso, i più piccoli e indifesi. “I bambini – conclude “Il Santo” – si devono sempre aiutare. Credete a me”.

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