La minaccia ai carabinieri: "Siete tutti comunisti, chiamo Salvini e vi faccio trasferire". Condannato

Aveva anche spaccato un vetro

immagine di repertorio

"Siete tutti comunisti, chiamo Salvini e vi faccio trasferire". È quanto aveva detto un italiano di 24 anni ai carabinieri della stazione di San Giorgio Canavese la notte dello scorso 25 maggio 2019. Per l'accaduto, ma anche per i pugni sferrati ai militari e a un vetro della caserma, che si era rotto, il ragazzo è stato condannato a una pena di dieci mesi di reclusione (che naturalmente non sconterà in carcere essendo inferiore a due anni). La sentenza è stata pronunciata dal giudice Elena Stoppini del tribunale di Ivrea. Lui è stato difeso dagli avvocati Pio Coda e Franco Papotti.

L'episodio era iniziato in piazza Massoglia a Rivarolo Canavese. Il giovane, completamente ubriaco, si era rivolto con urla e minacce contro un venditore ambulante di panini: "Vi ammazzo, brucio voi e il camion, dovete andare via dall'Italia, marocchino vai a fare il ramadan". Aveva schiaffeggiato anche un cliente, scagliato una bicicletta addosso a un dipendente del venditore e rovesciato a terra la carne del banco. Al venditore non era restata altra scelta che chiamare i carabinieri.

La notte di follia era proseguita con le minacce 'salviniane' ai militari, con una corsa verso il ponte sul fiume Orco, con una caduta e con le minacce di gettarsi di sotto, fino a quando un carabiniere lo aveva afferrato per un braccio. A quel punto lui aveva iniziato a menare le mani contro la pattuglia, che lo aveva immobilizzato e portato in caserma con difficoltà.

Una volta in caserma, aveva abbattuto il divisore della sala d'aspetto e si era dato ad altri episodi di escandescenze fino a quando erano arrivati i sanitari del 118, che ne avevano constatato l'estremo stato di ubriachezza.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Era finito ai domiciliari ma ci era rimasto solo per pochi giorni: qualche notte dopo, infatti, era stato sorpreso fuori casa mentre inveiva contro il vicino che si era lamentato per la musica troppo alta. A quel punto era finito in carcere.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Insetti in casa: la scutigera, l'insetto (utilissimo) che mangia gli altri insetti

  • Coronavirus: quali sono i sintomi, come si trasmette e come proteggersi

  • L'eclissi penombrale della Luna Fragola: questa sera il vero spettacolo è nel cielo

  • Tempesta sul Torinese: zone allagate, paesaggi imbiancati e numerosi disagi

  • Piemonte riaperto da mercoledì in entrata e uscita, stop all'obbligo di mascherine all'aperto

  • Tragedia nel palazzo: morto dopo essere caduto nel vano ascensore

Torna su
TorinoToday è in caricamento