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Detenuto dà in escandescenza e aggredisce agente, è allarme

Nei carceri è allarme detenuti malati: almeno due terzi evidenziano una patologia. Capece: "Servono provvedimenti urgenti"

Senza motivo si è scagliato contro un agente di polizia penitenziaria procurandogli lievi escoriazioni. E' successo stamane, poco dopo le ore 9.00, al carcere di Torino. Il detenuto, di 31 anni e ristretto presso il padiglione A, reparto osservazione psichiatrico, per cause del tutto sconosciute, ha aggredito il polioziotto penitenziario di servizio tanto da provocargli diverse escoriazioni.

Si tratta solo dell'ultimo episodio di violenza che si registra all'interno del carcere di Torino. "La situazione nelle carceri resta allarmante, altro che emergenza superata - afferma il segretario generale del Sappe Donato Capece -. Particolarmente significativa è la quota di aggressioni compiute da coloro che erano ristretti presso Ospedali Psichiatrici Giudiziari fino alla loro chiusura. Perché se uno è pazzo per stare in Opg non è che mettendolo in carcere guarisce".

Elevata, inoltre, la quantità di detenuti malati: secondo recenti studi di settore è stato accertato che almeno una patologia è presente nel 60-80% dei detenuti. Questo significa che almeno due detenuti su tre sono malati. Tra le malattie più frequenti, proprio quelle infettive, che interessano il 48% dei presenti. A seguire i disturbi psichiatrici (32%), le malattie osteoarticolari (17%), quelle cardiovascolari (16%), problemi metabolici (11%) e dermatologici (10%).

Quanto alle aggressioni, queste sono in costante aumento: "“La polizia penitenziaria continua a ‘tenere botta’, nonostante le quotidiane aggressioni - conclude Capece -. Ma è sotto gli occhi di tutti che servono urgenti provvedimenti per frenare la spirale di violenza che ogni giorno coinvolge, loro malgrado, appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria nelle carceri italiane”.

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