Cronaca

Aggredisce tre agenti della penitenziaria e li manda in ospedale

Abdel L., marocchino di 18 anni, ora deve rispondere anche di resistenza e violenza. Il sindacato Osapp lancia l'allarme: "A Torino va sempre peggio tra suicidi, tentati suicidi, aggressioni"

La polizia penitenziaria di Torino, oltre a dover affrontare l'emergenza sovraffollamento e la catena di tentati suicidi e suicidi alle Vallette, deve vedersela anche con pericoli alla propria incolumità fisica. Quest'oggi un giovane ha aggredito a calci e pugni tre agenti di polizia penitenziaria dopo essere stato condannato a un anno per rapina.

Abdel L., marocchino di 18 anni, ora deve rispondere anche di resistenza e violenza. E' successo in un'aula del tribunale di Torino. Gli agenti stavano il 18enne  alle camere di sicurezza per poi riportarlo in carcere. Qui l'aggressione. Hanno riportato ferite rispettivamente a una spalla, a un braccio e al volto, giudicate guaribili in pochi giorni.

"A Torino va sempre peggio - dichiara Leo Beneduci, segretario generale dell'Osapp, sindacato autonomo di polizia penitenziaria - tra suicidi, tentati suicidi, aggressioni, turni massacranti, mensa di servizio indecente e scarsa (una sorta di digiuno forzato), scorte sottodimensionate, servizi interni sempre più accorpati e diritti soggettivi quali ferie e riposi a grave rischio".


A questo punto l'Osapp lancia un vero e proprio allarme: "La tensione e il malcontento - sostiene Beneduci -sono altissimi sia nei reparti che al nucleo traduzioni. La polizia penitenziaria è sempre più abbandonata, tra carenze di organico e di fondi, e si trova ad affrontare da sola le crescenti emergenze di un sistema penitenziario che è arrivato alla frutta. L'Osapp - conclude - chiede l'intervento dell'esercito per fronteggiare un'emergenza inarrestabile".

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