Tentati suicidi e aggressioni, due agenti ne escono (letteralmente) con le ossa rotte

Altre due aggredite

Le due agenti che hanno riportato fratture stamattina nel carcere delle Vallette

Una cattiva fine 2019 e un pessimo inizio 2020 per gli agenti di polizia penitenziaria in servizio nel carcere delle Vallette, che hanno dovuto affrontare più di un episodio negativo. "Sembra di essere nel far west", tagliano corto gli agenti. Due di loro oggi ne sono uscite letteralmente con le ossa rotte. Ecco che cosa è accaduto.

Tenta di suicidarsi per due volte

I primi episodi hanno come protagonista un detenuto italiano nella settima sezione 'sestante' del padiglione A, che ha cercato di uccidersi per due volte in pochi giorni. Alla vigilia di Natale, 24 dicembre 2019, ha tentato di strangolarsi sotto le coperte ricavando un cappio con due calze legate tra loro. Salvato dagli agenti, ci ha riprovato il giorno di Capodanno, 1 gennaio 2020, avvolgendosi al collo un filo di ferro ricavato dalla rottura dello scarico dei sanitari. Anche questa volta la polizia penitenziaria ha evitato il peggio.

Aggredisce il medico che gli nega le gocce

Giovedì 2 gennaio 2020 un detenuto marocchino, nel corso di una visita, ha tentato di aggredire il medico ritenuto colpevole di avergli negato delle gocce che lui pretendeva. Gli agenti di polizia penitenziaria hanno cercato di riportarlo alla calma, ma per tutta risposta lui ha scaraventato a terra il computer della rotonda del terzo piano rompendolo e ha sferrato un violento pugno al volto dell’agente di servizio al piano, che, trasportato in ospedale, è stato medicato e dimesso con sei giorni di prognosi. Il medico e il resto degli agenti lo hanno poi bloccato non senza difficoltà.

Tenta il suicidio, poi malmena le agenti

Nella prima mattinata di oggi, martedì 7 gennaio 2019, una detenuta Italiana con problemi psichiatrici ha tentato di impiccarsi con un cappio rudimentale ricavato da una canottiera che aveva indosso. Teatro dell’episodio il primo piano del padiglione femminile. Le quattro agenti di polizia penitenziaria, intervenute per per salvarla, sono state furiosamente aggredite e sono state trasportate al pronto soccorso dell'ospedale Maria Vittoria, dove sono state medicate e dimesse con prognosi fino a 40 giorni. Per due di loro è stata necessaria l'ingessatura, per una al gomito e per l’altra al polso.

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Osapp: "Politiche penitenziarie ormai solo pro-detenuti"

Per voce del segretario generale Leo Beneduci, l'Osapp, sindacato autonomo di polizia penitenziaria, condanna duramente gli episodi: “Quanto ripetutamente accaduto è il risultato di una politica penitenziaria attuata in assoluto dispregio delle condizioni di lavoro del personale di polizia penitenziaria spesso lasciato solo nelle sezioni detentive ad operare in assoluta ristrettezza di mezzi e di supporti anche con 100-150 detenuti alla volta e anche con detenuti di estrema pericolosità. Sono gli ennesimi episodi a riprova del fatto che un eccessivo 'buonismo' nella gestione di penitenziari problematici come quello di Torino può mettere a repentaglio l’ordine e la sicurezza nonché l’incolumità degli agenti di polizia penitenziaria che vi operano e che, come già detto, sono completamente abbandonati a loro stessi a fronte di un sovraffollamento di oltre il 30% della popolazione detenuta complessa e difficile da gestire con casi particolari e psichiatrici. Chiediamo l’intervento immediato del ministro Bonafede, considerato che il personale di polizia penitenziaria non interessa più a nessuno: le politiche penitenziarie oramai sono completamente concentrate a favore dei soli detenuti".

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