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Domenica di Adunata: il centro di Torino per 9 ore è degli Alpini

Hanno sfilato in 90mila, fra due ali di affettuoso pubblico. Cordiali, variegati, uniformi solo nel cappello di ordinanza - camminano insieme i giovani ancora attivi e i "veci" in congedo, fra cui il più anziano di tutti, 98 anni, in sedia a rotelle

Aperta dal caporalmaggiore degli alpini in congedo, ora sindaco Sergio Chiamparino, la sfilata degli alpini ha preso nove ore di vita della città. Il passo montanaro delle penne nere, così diverso da quello marziale e solenne a cui ci hanno abituati le parate militari, ha calcato le vie da Corso Vittorio Emanuele II a Piazza Vittorio Veneto, passando per Via Roma, Piazza Castello, Via Po. Hanno sfilato in 90mila, fra due ali di affettuoso pubblico. Cordiali, variegati, uniformi solo nel cappello di ordinanza – camminano insieme i giovani ancora attivi e i “veci” in congedo, fra cui il più anziano di tutti, 98 anni, in sedia a rotelle.



La colonna sonora delle fanfare si alterna ai canti tradizionali, da “quel mazzolin di fiori” a “Evviva evviva il reggimento”, e gli altoparlanti diffondono la voce degli speaker che si alternano al microfono, raccontando la storia e le storie delle sezioni, provenienti da tutta Italia. Un particolare calore è stato riservato alla sezione abruzzese, che “ha costruito 33 case in un solo anno”, con l'aiuto degli alpini provenienti dalle altre regioni. Di importanza rappresentativa la sezione di Roma, e quella di Firenze, la più antica, seconda capitale d'Italia. Il tema risorgimentale attraversa la sfilata con bandiere e striscioni. Un pensiero ai caduti, e agli alpini attualmente impiegati in missioni internazionali, come in Afghanistan, nella “polvere, che non è diversa da quella della Libia.” E della Grecia, e dell'Albania. Uno striscione ricorda le valorose donne alpine come Mara Plozner Mentil, capostipite delle portatrici carniche, attive anche in trincea.

Sfilano le varie anime degli alpini: la protezione civile, con le unità cinofile, i medici e gli infermieri che prestano servizio volontario,i tecnici, gli sciatori, gli arrampicatori. Colpisce anche la varietà antropologica degli alpini: non avendo rigide prescrizioni sull'abbigliamento, fra le (prevalenti) camice a quadri spuntano polo e giacche, oltre a corporature diverse, capelli lunghi anche fra gli uomini. Qualcuno saluta un vecchio commilitone ritrovato fra il pubblico. Altri fanno gli auguri alle mamme. Commoventi e goliardici, conquistano il cuore dei torinesi. Concludono la giornata, sotto la pioggia, le sezioni piemontesi, ultima quella della città ospitante, in blu e giallo. Sfila nuovamente il sindaco, come da tradizione, fra le autorità. La sfilata si è chiusa alle 21, con i commenti di Giovanardi, Cota, La Russa e Saitta.

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