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Calano le adozioni, un aiuto potrebbe però arrivare dal Comune di Torino

Le adozioni internazionali, complice la crisi economica, sono in netto calo in Italia e in Piemonte. Un sostegno per le spese sanitarie potrebbe arrivare dal Comune di Torino

Le adozioni in Italia e in Piemonte sono in netto calo. A livello nazionale, a proposito di numeri di minori adottati, il 2013 - rispetto all'anno precedente - ha fatto registrare un -9,1% e sul territorio piemontese questa percentuale ha toccato il -13,6%.

In netto calo sono anche le famiglie disponibili ad adottare: se in Italia la percentuale si assesta sul - 7.2%, in Piemonte le cose vanno anche peggio poichè i numeri scendono a -12,3%. Le cause di questo calo vanno cercate con ogni probabilità, nel fattore economico derivato dall'alto costo dell'adozione internazionale che di anno in anno, va aumentando. E la crisi che imperversa e che attanaglia gli italiani e quindi anche i piemontesi, non è certo d'aiuto.

Il modo per uscire da questo stato di impasse potrebbe quello di alleggerire le spese per le famiglie adottive che, dopo aver tirato fuori somme ingenti per le pratiche internazionali, devono anche farsi carico delle spese sanitarie delle quali i bambini adottati, sempre più sovente hanno bisogno. Oggi infatti, almeno il 50% dei piccoli adottati che vengono dai paesi lontani, presenta patologie: le parassitosi intestinali sono le più comuni e sono seguite dalla tubercolosi, dalle infezioni cutanee, dalle epatiti o da seri problemi genetici. E anche nei migliori dei casi, è necessario per questi minori, spesso provenienti da realtà difficili e dal vissuto problematico, un costante supporto psicologico affinché il loro inserimento nella società, avvenga con serenità. In Piemonte, il 43% dei bambini adottati nel 2013 ha tra i 5 e i 9 anni: un'età cioè che permette di ricordare le origini e un passato, spesso drammatico.

"I bambini adottati hanno bisogno di molte cose - ha dichiarato Massimiliano Pagnone, incaricato del Care, organismo che coordina le Associazioni adottive, e a sua volta genitore adottivo - e le famiglie necessitano di un supporto, sia economico che psicologico. Le esigenze sanitarie che presentano questi minori talvolta sono serie e ci si deve avvalere degli interventi di professionisti costosi. Le municipalità, e quindi il Comune di Torino, potrebbero prendersi carico almeno di una piccola parte di queste spese mediche, magari mettendo dei voucher a disposizione delle famiglie".

Un altro problema che i bambini adottivi e le loro famiglie devono affrontare, è l'inserimento a scuola. Trattandosi spesso di bambini già in età scolare, per loro questo è un momento difficile da superare e il problema della lingua, i primi mesi, diventa uno scoglio insormontabile. "E' necessario che si creino figure professionali di supporto a queste situazioni - ha dichiarato Anna Maria Colella, direttore Arai Regione Piemonte -. Sebbene il Piemonte presenti un quadro più roseo rispetto a molte altre regioni d'Italia, occorre migliorare ancora. Tuttavia noi, come ente pubblico abbiamo attivato un servizio post-adozioni per il sostegno a scuola e nel 2013 sono stati attivati 151 interventi psico-pedagogici a favore di minori adottati"

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