Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca Borgo Vittoria / Via Germagnano

I beagle di Montichiari fanno tappa a Torino. Trenta in mano all’Enpa

Il direttivo torinese di via Germagnano ha preso in affido alcuni cuccioli dell'allevamento sequestrato a Green Hill. Gli animali verranno dati in adozione solo a chi rispetterà alcune regole

L’Enpa torinese scende in campo per aiutare i beagle strappati all’inferno dell’allevamento sequestrato a Green Hill. Il presidente della sezione di via Germagnano Giovanni Pallotti e il suo staff si sono recati a Montichiari per prendere in affido una trentina di cuccioli. Cinque di questi finiti al rifugio Enpa di Novara e venticinque finiti a Torino. Nel capoluogo piemontese sono arrivati cuccioli di due o tre mesi più qualcuno più grande di sei o sette mesi. Gli animali sono stati portati al civico 8 dove un'équipe di veterinari li sta visitando per curarli e rimetterli in perfetta forma. In seguito i cuccioli verranno donati a delle famiglie piemontesi.

Uno splendido successo che è stato reso possibile solo grazie al prezioso lavoro delle associazioni animaliste che da molti anni sono impegnate per il rispetto delle normative e per la chiusura di Green Hill. E ora, a seguito del sequestro della struttura, è finalmente possibile prendere in affidamento i beagle che altrimenti sarebbero stati destinati alla sperimentazione. “Tutte le associazioni italiane si stanno muovendo per aiutare questi cani – dichiara il presidente Pallotti -. E finalmente anche noi siamo riusciti a portarne qualcuno a Torino”.

I beagle di Green Hill sono animali nati e cresciuti in gabbia, senza una vita cosiddetta normale. “Sono cani docili che purtroppo hanno alle spalle un triste passato – spiegano dall’Enpa - erano condannati a morte sicura dopo essere stati seviziati per la vivisezione ma ora sono liberi”.

Chi vorrà portarli a casa, tuttavia, dovrà passare attraverso il rifugio Enpa e le guardie forestali per prendere visione delle regole previste per la loro adozione. “I beagle cresciuti a Green Hill devono poter contare sulla pazienza e comprensione delle loro nuove famiglie – continua il presidente Pallotti - è fondamentale che il futuro adottante sia consapevole che un cane che esce da un allevamento intensivo come quello di Montichiari deve conoscere e imparare tutto della sua nuova vita”.

 

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