Stop all'accattonaggio con gli animali, i cittadini si mobilitano su Facebook

Il problema è quello dei mendicanti che usano gli amici a quattro zampe, possibilmente cuccioli, per intenerire i passanti e spillare loro qualche soldo

Immagine di repertorio

Si chiama “No all’accattonaggio a Torino con gli animali” la campagna partita su Facebook per contrastare un fenomeno in voga nelle zone centrali della nostra città.

Il problema è quello dei mendicanti che usano gli amici a quattro zampe, possibilmente cuccioli, per intenerire i passanti e spillare loro qualche soldo. Cuccioli che arrivano dai paesi dell’Est, passano le frontiere con un libretto falso e con un’età anagrafica differente da quella originale.

Alcuni cittadini, volontari presso alcune associazioni del territorio, hanno deciso di divulgare il loro malessere attraverso i social. Per fermare il traffico di cani, cincillà, conigli e cavie che avviene sotto gli occhi di tutti in via Roma, via Po, via Garibaldi e in molte piazze.

C’è poi il problema delle violenze. Già denunciato in passato con un sit-in di protesta davanti piazza Palazzo di Città, a firma di esponenti delle associazioni animaliste, gattare e guardie zoofile. 

La richiesta di chi prova a portare via i cani dai loro aguzzini, dai volontari alle guardie zoofile, è sempre la stessa: controlli a tappeto e sequestri. Purtroppo il finale di queste storie non è sempre a lieto fine.

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