Abusi sulla figlia nel Canavese: padre condannato a 11 anni, punita anche la madre

Ragazza era scappata di casa

immagine di repertorio

Giovedì 22 ottobre 2020 il tribunale di Ivrea ha condannato a 11 anni di reclusione, con l'accusa di violenza sessuale sulla figlia all'epoca minorenne, un italiano di 47 anni residente nel Canavese.

I giudici presieduti da Elena Stoppini hanno anche condannato a un anno e sei mesi la madre per intralcio alla giustizia, stabilendo che avesse cercato di convincere la figlia a non denunciare il padre.

Gli episodi, su cui ha indagato la squadra mobile della questura di Torino, sarebbero andati avanti, secondo la ricostruzione dell'accusa, sostenuta dal pm Chiara Molinari, tra il 2014, quando la giovane aveva 14 anni, e il 2018.

La ragazza era stata convinta a sporgere denuncia dal fidanzato. Era riuscita a fuggire di casa con uno stratagemma: aveva finto di andare a un allenamento di nuoto, sport di cui era una promessa (il padre ne era stato l'allenatore), invece era stata presa in carico dalla polizia e portata all'ospedale Sant'Anna.

L'avvocato Daniela Benedino, che ha rappresentato la giovane nel processo, ha ottenuto anche una provvisionale di 25mila euro. I genitori sono stati difesi dagli avvocati Roberto Capra e Carmen Ammirati: continuano a proclamarsi innocenti e ricorreranno in appello.
 

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