Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Ragazzina suicida abusata dal patrigno, la condanna arriva 17 anni dopo

La Cassazione ha messo la parola "fine" all'intera vicenda, intanto il colpevole è fuggito

Immagine di repertorio

La sentenza di condanna del patrigno è arrivata venti giorni prima che la prescrizione mandasse a monte l’intera indagine. Una storia terribile contrassegnata dal ritardo nel processo e dalla morte della giovane vittima per suicidio nel 2006, appena adolescente, poco prima della sentenza di primo grado del patrigno orco.

Nel 2000 la ragazzina peruviana aveva raggiunto la madre a Torino dove viveva con un connazionale. In Perù aveva lasciato la zia che la accudiva, ma anche il cugino 15enne che la molestava.

A Torino è iniziato per lei un altro incubo per mano del patrigno che per tre anni ha abusato di lei finché la piccola non ha confessato tutto. Eppure la madre, anziché proteggerla, l’aveva allontana da casa.

Un altro calvario: è ospite in una comunità, inizia a soffrire di disturbi alimentari e alla fine si toglie la vita, nel 2006. Il 30 maggio 2016, dieci anni dopo la sentenza di primo grado, la Corte d'Appello di Torino aveva emesso nei confronti del patrigno orco il verdetto di condanna a 3 anni e sei mesi, ma per evitare il carcere l'uomo era tornato in patria.

All’intera vicenda però è stata messa la parola fine soltanto ieri, nel giorno della festa della donna, quando la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal legale dell'uomo cristallizzando così la sentenza della Corte d'Appello di Torino.  

 
 

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