Volpe agonizzante trovata nel parco: morta per colpa delle lungaggini burocratiche

A metà pomeriggio

La volpe morta a Mappano

Probabilmente sarebbe morta lo stesso. Ma una serie di incredibili vicissitudini di carattere burocratico non ha permesso di sapere se quella volpe, trovata nei giorni scorsi moribonda all'interno del parco Unione Europea di Mappano, si sarebbe potuta salvare. O, in alternativa, avrebbe potuto fare una morte meno sofferente.

A trovarla è stata Chiara Grasso, presidente di Eticoscienza, che a questa vicenda ha dedicato un lungo post su Facebook, dove ha raccontato, nei minimi dettagli, cosa sia accaduto quel pomeriggio.

"Era agonizzante, piena di mosche sul muso, occhi chiusi e bava alla bocca. Non essendo veterinari e non avendo nessun permesso per poter prelevare e detenere animali selvatici abbiamo subito chiamato il Centro animali non convenzionali di Grugliasco".

Ovvero l'inizio dei problemi burocratici. "Il Canc ci ha risposto che si occupano solo di cani e gatti e di rivolgerci all’Asl, ma non hanno saputo darci un numero di telefono. Allora abbiamo chiamato il 112 e dopo 25 minuti siamo riusciti a farci passare il veterinario dell’Asl di Torino che però ha detto che lui non sa nulla di volpi e che avrebbe dovuto intervenire la Città metropolitana o la Regione. E, come se non bastasse, quando sono iniziate le telefonate erano le 17.30. Ovvero l'ora in cui in Città Metropolitana non si trova più nessuno, quindi nessun animale può essere prelevato dopo le 16".

La Grasso, vedendo la volpe peggiorare sempre più, le prova davvero tutte. Riprovando persino a chiamare il Canc, oltre a polizia e carabinieri.

"Questa volta mi risponde una ragazza che mi dice che loro non possono prelevare l’animale ma che possono ospitarlo se viene portato da qualcuno. E visto che noi non possiamo toccarlo, mi consiglia di chiamare vigili urbani e vigili del fuoco". Ma il tempo passa e a Mappano arrivano pure i carabinieri di Leini, ma anche loro devono sbattere contro la burocrazia. E per la volpe non c'è stato più nulla da fare.

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Non si è fatta attendere la replica del Canc, attraverso un post sempre su Facebook: "Premettendo che noi effettuiamo solamente un servizio clinico sugli animali selvatici che vengono portati fino a qui da cittadini privati che li hanno trovati o da enti pubblici, è assolutamente impossibile sia stato risposto che noi trattiamo solo cani e gatti visto che ci occupiamo solo di animali non convenzionali e non visitiamo né cani né gatti. Il Canc si trova fisicamente nell’ospedale veterinario universitario, il centralino è unico e bisogna seguire quanto indicato dal risponditore automatico. Potrebbe essere che chi segnala il problema abbia chiamato un altro settore, come per esempio il pronto soccorso cani e gatti o il ricovero cani e gatti". 

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