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Viviana Parisi, i momenti prima dell’incidente: la gomma bucata e la richiesta d'aiuto al casello

Nuovi particolari sulle ultime ore di vita della 43enne torinese

Emergono nuovi particolari sugli ultimi minuti di vita di Viviana Parisi. Lo scrive Messinatoday che continua a seguire la vicenda. Secondo le ultime ricostruzioni, era bucata la gomma dell'auto guidata dalla 43enne torinese il 3 agosto sull'autostrada Messina-Palermo. Sarebbe questa la probabile causa dell'andatura a zig-zag della vettura prima di tamponare un furgone all'interno della galleria Pizzo Turda. E potrebbe essere stato lo stesso pneumatico bucato a provocare l'incidente che ha poi innescato l'inspiegabile fuga della donna insieme al figlio Gioele, di cui ancora non ci sono tracce nonostante tredici giorni di frenetiche ricerche.

I familiari intanto, dopo aver escluso con decisione la possibilità che il bimbo sia morto proprio in seguito all'incidente, insistono su un altro elemento che spiegherebbe l'anomalo comportamento di Viviana al casello di Sant'Agata di Militello, superato senza pagare il pedaggio. "Secondo quanto abbiamo appurato - spiega la cognata Mariella Mondello - Viviana avrebbe contattato l'operatore premendo il tasto di chiamata, probabilmente non aveva monete in tasca ma solo banconote di grossa taglia e non si fidava di inserirle nella cassa automatica. Da qui l'idea di segnalare al responsabile la situazione".

Un comportamento che toglierebbe ogni dubbio sulla lucidità della donna in quei momenti, ricostruiti finora con l'ausilio delle immagini di videosorveglianza che hanno immortalato Gioele a bordo della vettura.

VIDEO | Senza sosta le ricerche del piccolo Gioele, si esplorano con telecamere tane di animali e pozzi

La Procura di Patti nel frattempo continua a lanciare appelli ad eventuali testimoni. Ancora nessuna notizia della famiglia di turisti che avrebbe visto Viviana scavalcare il guardrail con Gioele in braccio, provando a fermarla prima di desistere. Nessuno si è messo in contatto con le forze dell'ordine e tutto questo appare inspiegabile anche ai parenti. "Aspettiamo ancora un segnale da queste persone - afferma Mariella Mondello - ma sembra di dover fare i conti con un'omertà che evidentemente non è solo una caratteristica dei siciliani, lancio un nuovo appello se può servire a convincere a raccontare ciò che ha visto chi era presente in quei momenti".

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