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Gli attivisti di Casapound al cimitero di Venaria

Gli attivisti di Casapound al cimitero di Venaria

Sindaco denunciato da Casapound: "Ha tolto i fiori a ricordo dei caduti della Repubblica Sociale"

La difesa del primo cittadino

Il sindaco di Venaria, Roberto Falcone, è stato querelato dai vertici regionali e provinciali di CasaPound, il movimento politico di destra, dopo la decisione ad inizio novembre di togliere i fiori deposti dagli attivisti al cimitero generale di viale Giordano Bruno per "ricordare i caduti della Repubblica Sociale Italiana per la vicinanza con la ricorrenza della Commemorazione dei Defunti", spiegano il coordinatore regionale Marco Racca e il coordinatore provinciale Matteo Rossino.

Per il primo cittadino, però, quei fiori erano stati deposti "il 28 ottobre, diversi giorni prima rispetto alla commemorazione ma, guarda caso, nel giorno in cui i nostalgici di quel periodo ricordano la 'Marcia su Roma'. Per questo avevo deciso di toglierli".

Questa mattina, attraverso l'avvocato Federico Depetris, la denuncia è stata depositata alla Procura di Ivrea.

"Avevamo deposto delle rose rosse come facciamo ogni anno e come faremo anche il prossimo. Falcone si è permesso di rimuoverli dal cimitero solo per mere finalità politiche - spiegano Rossino e Racca - Il suo gesto ci ha profondamente turbati. Non è accettabile che i fiori siano rimossi dal cimitero per il capriccio di un sindaco. La denuncia era un atto dovuto e siamo certi che la magistratura accoglierà le nostre argomentazioni". 

Secondo l'avvocato Depetris, "l'abuso d'ufficio e vilipendio alle tombe sono i due reati che potrebbero essere imputati al sindaco di Venaria. Francamente non credo esistano precedenti specifici per un atto come questo e sono certo quindi che la Procura di Ivrea eseguirà tutti i dovuti approfondimenti per verificare la liceità della condotta del sindaco. Io personalmente ritengo che un sindaco, senza che vi sia un fondato motivo di ordine pubblico o sanitario, non possa ordinare la rimozione di omaggi floreali. La sua è stata una condotta arbitraria e quindi abusiva, perché ha utilizzato i propri poteri per colpire degli avversari politici o comunque per fare polemica politica. E questo non è accettabile in una democrazia e in uno stato di diritto".

Falcone, però, non ci sta: "Questi personaggi hanno già avuto troppa visibilità. Aspetto fiducioso l'esito della procedura, alla quale evidentemente potrebbe seguire una controquerela. Rimane il fatto che gli omaggi fascisti alla Marcia su Roma in una Città Martire della Resistenza sono inaccettabili e vanno tolti". 

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