Smarrisce i documenti l'anno scorso: trovati, vengono usati per le truffe alle compagnie assicurative

Due denunciati

Immagine di repertorio

E' bastata una telefonata, fatta da una compagnia di assicurazioni al titolare di un’agenzia di pratiche auto di Torino, a fine aprile, per dare avvio ad una indagine da parte della polizia che al momento vede due persone denunciate per "sostituzione di persona", "falso in atto privato" e "tentata truffa".

Il titolare, dopo aver ascoltato quanto riferito dalla compagnia assicurativa, inizia a fare delle indagini interne, non trovando quella pratica. E così decide di farsela inviare, per capire cosa fosse andato storto. Ma, una volta visionato il certificato che tirava in ballo l’agenzia, immediatamente si accorge come il documento non fosse genuino: il certificato, inoltre, indicava come nuovo proprietario, dopo svariati passaggi di proprietà, una persona residente in Lombardia.

Immediatamente, la compagnia di assicurazione decide di non rilasciare la copertura assicurativa, mentre il titolare dell'agenzia pratiche il giorno seguente si reca dagli agenti del commissariato Dora Vanchiglia per la denuncia di rito.

Le indagini della polizia portano a scoprire come la persona residente in Lombardia sia stata vittima di una sostituzione di persona non essendo in possesso di alcun veicolo di proprietà associato a quella targa e non avendo stipulato nessun contratto di assicurazione per quell’auto. E, ancora, come il veicolo in questione, nel frattempo, sempre con le generalità della vittima residente nel bresciano, era stato assicurato con un’altra compagnia.

Inoltre, l’uomo segnala di aver denunciato lo smarrimento dei suoi documenti lo scorso anno. 

Ulteriori indagini permettono ai poliziotti di riscontrare come il bonifico fosse stato effettuato da una italiana di 26 anni, con precedenti di polizia specifici, e che l’intestatario del veicolo fosse un 24enne italiano.

I due, residenti in Campania, vengono come detto denunciati. È in corso una ulteriore attività di indagine mirata ad accertare la presenza di altri casi analoghi a quello portato alla luce dal commissariato Dora Vanchiglia.

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