Sperona l'auto della ex, poi le invia la foto di una pistola e un messaggio: "Ho ucciso il mio rapporto con te..”

Stalker arrestato

L'arma utilizzata per incutere paura alla ex

Una storia d'amore che finisce, un uomo che non lo accetta e che fa di tutto per riconquistarla.

Ma questa volta nessun finale romantico, come invece accade in diversi film. Questa volta - e si parla di alcuni giorni fa - il finale vede un uomo di 30 anni, di Torino, per ora denunciato ma nelle prossime ore potrebbe essere arrestato, così come vorrebbe il pm della Procura di Torino, Stefano Castellani, che sta seguendo l'indagine. 

Tutto avviene nel corso degli ultimi mesi quando l'uomo prova in ogni modo a riconquistare una coeatanea, madre di due figli, con cui aveva avuto una meravigliosa relazione.

Sulle prime, il 30enne la riempie di dolcezze, regali, mazzi di fiori. Ma i suoi continui "no" lo mandano fuori di testa, trasformandolo.

E anche se la pandemia aveva già portato a numerose restrizioni, lui continuava con i pedinamenti e a gesti di grave violenza.

Come il giorno di Pasqua, quando ha inseguito in auto la ex, speronandola a più riprese con la macchina. 

Oppure, il 25 aprile scorso, quando alle 5 del mattino le invia una foto di un'arma e dei proiettili. Seguito dal seguente messaggio:

“ho seppellito mio figlio, ho visto morire mia moglie, ho ucciso il mio migliore amico, ho ucciso il mio rapporto con te..”.

La donna, a questo punto, decide di porre fine all'incubo e chiama la polizia. Una volta in commissariato, lunedì scorso, 27 aprile 2020, racconta tutti i fatti, con gli agenti che si catapultano nell'albitazione dei genitori dell'uomo, a Torino, dove trovano una Beretta 98, che è un’arma da guerra, e una sua copia.

L’occhio attento degli agenti del Commissariato di Rivoli riesce, da un particolare, ad individuare la corrispondenza tra l’arma ritratta nella foto e quella vera: la scanalatura presente al lato del grilletto.

Ma, come un rebus, gli agenti devono capire dove sia stata scattata la foto, ovvero nel bagno padronale. Come ammetterà lo stesso stalker, spiegando come l'arma fosse quella vera. 

Il 30enne è stato anche denunciato per aver violato le norme previste per evitare la diffusione del Coronavirus.

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