Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Svastiche, materiale nazista, fotografie di Mussolini e Hitler: blitz a Torino della Digos. Quattro esponenti dell'estrema destra finiscono nei guai

Trovato anche materiale pedopornografico

Fotografie di Mussolini e Hitler. Ma anche bandiere delle SS, svastiche, elmetti e divise naziste.

Questo e molto altro è stato sequestrato, nel corso di un blitz, dalla Digos di Torino nell'ambito di una indagine che viene portata avanti ormai dal 4 dicembre 2020, quando due militanti dell'estrema destra torinese finirono nei guai per aver pubblicato sui social frasi antisemite, razziste e naziste.  

Questa volta nei guai sono finite quattro persone: un addetto alla vigilanza privata di 57 anni, già esponente del Fronte Nazionale e di Casapound; due operai di 37 e 46 anni; e un 62enne pensionato. Tutti e quattro, ora, dovranno rispondere dei reati di "propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa".

Durante la perquisizione è stato trovato, e sequestrato, materiale pedopornografico presente in un computer. Così come hard-disk, pc, indumenti, fotografie, manifesti di chiara natura nazi-fascista. Ma anche un manchete e una carabina ad aria compressa con potenza superiore a 7,5 joule: a tutti gli effetti era un'arma comune da sparo.

Dalle indagini e dalle comparazioni ed analisi dei supporti informatici e dei cellulari, sequestrati all'epoca e oggi, è emerso come anche i quattro ora finiti nei guai fossero iscritti a gruppi Telegram e Whatsapp dove venivano scambiate foto, pensieri, frasi inneggiati, razzismo, antisemitismo e nazismo. Chat dai nomi inequivocabili: "“? Siegheil Lukas" piuttosto che "Semper Fidelis", con tanto di emoticons di un uomo che ha il braccio alzato. Una sorta di saluto fascista, ma ci vuole molta fantasia per vederlo come tale.

Per la Digos, in quelle chat è stata anche esaltata la figura di Luca Traini, l'uomo che nel febbraio 2018 a Macerata sparò e ferì gravemente sei extracomunitari. 

L’ufficio stampa nazionale di Casapound chiarisce che “Tra gli indagati non ci sono né militanti né tesserati a CasaPound Italia. A CasaPound non c'è e non c'è mai stato spazio per questi soggetti".

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