Morto di overdose in commissariato: pusher patteggia, il giudice gli ridà i soldi

Prosciolto per accuse decesso

Immagine di repertorio

Singolare decisione in tribunale a Torino nella mattinata di oggi, giovedì 28 febbraio 2019, al termine del processo per la morte di un tossicodipendente italiano di 42 anni stroncato da un'overdose di cocaina mentre era nel commissariato Barriera di Milano di via Botticelli nel luglio 2018.

Lo spacciatore, un 20enne di nazionalità albanese, accusato di avergli ceduto la dose fatale e che era stato prosciolto dalle accuse di responsabilità nel decesso, ha patteggiato una pena di due anni e 6 mesi per detenzione di stupefacenti. Contestualmente, il giudice Ersilia Palmieri ha disposto la restituzione di 15mila euro sequestrati al momento dell'arresto.

Difeso dall'avvocato Antonio Genovese nel procedimento con rito abbreviato, il ragazzo era stato arrestato dagli agenti del commissariato che gli avevano sequestrato la somma, ritenuta di dubbia provenienza.

Il giudice ha seguito le ultime sentenze della Cassazione secondo la quale deve sussistere un "nesso di pertinenzialità" tra il reato e la somma di denaro.

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